Una band di Isnello alla finale del premio “Botteghe d’autore”

Redazione

Cronaca - Musica

Una band di Isnello alla finale del premio “Botteghe d’autore”
I Vorianova sono in finale alla XV° edizione di Botteghe d’autore, il Premio per la canzone di qualità

08 Luglio 2021 - 14:37

I Vorianova sono in finale alla XV edizione di Botteghe d’autore, il Premio per la canzone di qualità in programma l’11 agosto ad Albanella (SA). L’annuncio è stato dato in anteprima nel corso della trasmissione Un giorno da Radio1 su Radio 1 Rai. La band di Isnello ha presentato due brani: “A tia ca nun ci cridi”, ispirato alle vicende di Don Eugenio, protagonista della commedia teatrale I 4 Briganti di Paolo Cappelloni, e “N’antisa di beni”, una canzone d’amore che esprime la preoccupazione di non amare mai abbastanza. Entrambe le tracce sono contenute nel loro ultimo album Narrè, uscito lo scorso febbraio per Isola Tobia Label e disponibile nei digital stores e, anche in copia fisica.

Essere finalisti alla XV° edizione del Premio Botteghe d’autore – dichiara Biagio Di Gesaro, voce dei Vorianova – ci rende molto felici. Per noi rappresenta una grande vittoria il fatto che sia stato apprezzato il progetto musicale che portiamo avanti da vent’anni con grande costanza e passione. Ci riempie di orgoglio sapere che sia stato riconosciuto ciò che ci contraddistingue, cioè una idea nuova della musica siciliana, lontana da tradizioni e da stereotipi ormai troppo ascoltati. Riteniamo quindi un grande onore portare il dialetto del nostro paese, Isnello, e la nostra musica d’autore originale, in un importante palcoscenico nazionale come questo”.

La canzone d’autore dialettale siciliana è la caratteristica del progetto musicale dei Vorianova. Lontani dalle sonorità tradizionali ma con un sound più vicino al world progressive, la band originaria di Isnello (PA) e composta da Biagio Di Gesaro, Luca Martino, Alessandra Macellaro La Franca e Fabrizio Pezzino, porta avanti un progetto nato dal desiderio di conservare, approfondire e tramandare un linguaggio poetico che è espressione più profonda delle loro radici. Sin dagli esordi il gruppo ha fatto propria una nuova idea di musica priva delle contaminazioni e delle influenze tradizionali e tuttavia densa della voglia di raccontare una Sicilia intrisa di colori e profumi mediterranei. Una sicilianità ritmica ma insieme malinconica e intima. Le loro canzoni sono ‘cunti di ventu’, dove il vento è metafora di appartenenza, di ricerca e di desiderio di raccontare. Un vento tanto caro alla band, sin dalla scelta del nome: “voria” infatti indica letteralmente nel loro dialetto locale quel “venticello” che nelle giornate di afa sa essere anche ristoratore.

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