Cronaca

No al ritorno in presenza, a Collesano e Castelbuono scuole chiuse

Passo in avanti dei sindaci Giovanni Battista Meli (Collesano) e Mario Cicero (Castelbuono) che, in attesa di una scelta dell’assessore regionale alla pubblica istruzione, Roberto Lagalla, in merito alla richiesta di un rientro in Didattica a Distanza per gli studenti siciliani, hanno emanato per i loro rispettivi comuni una ordinanza di chiusura delle scuole. A Collesano e Castelbuono i sindaci hanno stabilito la chiusura degli istituti scolastici dell’infanzia, primaria e secondaria di primo livello, fino al 15 gennaio. Da una lettera inviata all’Asp di Palermo, sembra che anche il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina abbia l’intenzione di sospendere le attività didattiche “per un massimo di 10 giorni ” si legge nella lettera inviata all’ufficio di prevenzione ed al direttore Generale Daniela Faraoni

Le misure urgenti proposte dal governo nazionale per il tracciamento dei contagi da Covid-19 nella popolazione scolastica prevedono approcci differenziati in relazione al numero degli studenti positivi, alla tipologia del ciclo educativo e allo stato vaccinale dei singoli. Il Governo nazionale ha stabilito anche che le Regioni possono scegliere di adottare la didattica a distanza, a prescindere dal tracciamento scolastico, soltanto se sono in zona arancione o in zona rossa. La Sicilia, come gran parte delle altre regioni del Paese, è attualmente in zona gialla, quindi il Governo regionale, e l’assessore Lagalla, si trovano di fatto fra l’incudine ed il martello. Da un lato l’impossibilità di procedere con la DAD in tutta la Regione, dall’altro le richieste sempre più pressanti dei sindaci che, come nei casi di Castelbuono e Collesano, al fine di tutelare la salute pubblica, preferiscono emanare ordinanze di chiusura delle scuole piuttosto che tornare con la didattica in presenza.

 

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