Cronaca

Parco delle Madonie alla canna del gas, dalla Regione un’inutile elemosina

Da anni il sistema degli Enti Parco regionali (Madonie, Nebrodi, Etna edAlcantara) è totalmente abbandonato dai governi regionali che si sono succeduti. Non fa eccezione il Governo Schifani che, alla prima legge di bilancio varata con la nuova maggioranza, destina complessivamente per i 4 Parchi Regionali 479.839,64 euro. In pratica, mediamente, poco più di 100 mila euro per ciascuno Parco (anche se la ripartizione è più complessa, poiché si fa tenendo conto dell’estensione territoriale e del numero di abitanti). Con questi fondi il Parco delle Madonie e gli altri 4 parchi dovranno far fronte, nel corso di tutto il 2023, alle spese di gestione necessarie al raggiungimento di tutte le finalità istituzionali. Ma, lungi dal poter anche solo pensare alle finalità istituzionali, lo stanziamento non è sufficiente neanche per far fronte alle spese correnti (affitto locali, riscaldamento, bollette, carburante, tasse etc.).

Insomma, la Regione sceglie ancora una volta di elargire al sistema dei Parchi regionali un’inutile elemosina che tiene il sistema di protezione delle aree ambientali siciliane alla canna del gas. Si dirà, non ci sono soldi! Eh no, i soldi ci sono quando si vogliono trovare. Vi proponiamo qui di seguito alcuni esempi tirati fuori dalla stessa legge di bilancio che ha destinato ai Parchi una miseria.

Il contributo annuo in favore del Teatro Massimo Bellini di Catania ammonta, ad esempio, a 14 milioni e 190 mila euro. 7,84 milioni per la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. 6,9 milioni per la Fondazione Teatro Massimo. Esempi di una strategia Regionale che fa bene, benissimo, ad investire sulla cultura ma che, evidentemente, è totalmente disinteressata alla gestione delle aree protette. Con la particolarissima eccezione, va detto, della Riserva di Capo Gallo. Qui la vicenda è davvero curiosa: in finanziaria sono stati destinati 200 mila euro per la riserva naturale orientata di Capo Gallo che, con una superficie di 585,83 ettari è 68 volte più piccola dell’Ente Parco delle Madonie. Ciononostante, per tutto il 2023, la Riserva palermitana potrà contare sul doppio dei fondi destinati alle Madonie. Piccolissimo particolare: l’ingresso alla Riserva di Capo Gallo da anni è praticamente interdetto. Non ci si può entrare. A meno che non vogliate pagare un biglietto d’ingresso alla famiglia palermitana che, ormai da anni, gestisce l’unico varco di accesso. Attenzione, non sono degli abusivi, ma 5 fratelli che, in forza di diverse sentenze, risultano i veri proprietari dell’area protetta, per la cui gestione però la Regione continua a sovvenzionare il Dipartimento Forestale.

Ci sono poi i fondi della ex tabella H. Ad esempio i 100 mila euro per il Carnevale di Termini Imerese. Evento importante, nessuno lo mette in dubbio, ma è praticamente la stessa cifra che viene destinata all’Ente Parco delle Madonie per tutto il 2023 sul capitolo delle spese di gestione. I 145 mila euro per il contributo al luglio musicale trapanese. I 100 mila euro per l’ottantesimo anniversario dell’Operazione Husky. Per non parlare dei 950 mila euro destinati al Palermo Calcio, la cui proprietà è per l’80% del City Football Group, holding di proprietà dello sceicco Mansur bin Zayd Al Nahyan, controlla tra gli altri Manchester City e New York City. Insomma, non esattamente un indigente. Cosa vuole fare il Governo Schifani? Vuole davvero continuare con questo inutile accanimento terapeutico o avrà finalmente il coraggio di una scelta: chiudere i Parchi o rilanciarli. In realtà, ci sarebbe un’altra via, quella di trasformare il Parco Regionale delle Madonie in Parco Nazionale. I requisiti ci sono tutti e, a differenza della Regione, il Ministero per l’Ambiente finanzia i “suoi” Parchi con milioni di euro per la gestione.

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