Il monito del Soccorso Alpino: “La montagna va vissuta con prudenza”

Redazione

Cronaca - I dati del 2022

Il monito del Soccorso Alpino: “La montagna va vissuta con prudenza”
Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico Italiano nel 2022 ha effettuato più di 10 mila salvataggi in quota

16 Marzo 2023 - 12:50

Un “appello a vivere la montagna con prudenza, a documentarsi in maniera approfondita, a scegliere con attenzione le attività in base alla propria esperienza e alle proprie competenze e – soprattutto – a imparare a saper rinunciare” viene dal presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Maurizio Dellantonio, dopo il report del Cnsas sulle oltre 10mila missioni nel 2022. “La montagna – afferma – è un ambiente straordinario dove svolgere attività all’aperto ma, anche quest’anno, ci troviamo a condividere numeri che confermano il trend in aumento di incidenti che abbiamo già constatato negli anni scorsi. L’aumento delle temperature nelle grandi aree urbane spinge sempre più persone ad avvicinarsi alla montagna e alle relative attività in quota, questo comporta che molti degli infortunati spesso si trovano alle prime esperienze di attività outdoor in media e alta montagna”. “Gli amanti e gli appassionati della montagna e della speleologia sanno che il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, in caso di necessità, è pronto a intervenire per essere al loro fianco. Un Corpo che deve tutto ai 7.131 tecnici volontari specializzati che dedicano tempo e forze per aiutare chi si trova in difficoltà in ambiente impervio, 7131 persone che ringrazio sentitamente per il prezioso operato quotidiano”, conclude.

I numeri del Soccorso Alpino nel 2022

In montagna, nelle grotte e negli ambienti impervi: nel 2022 sono state 10.367 le missioni del Soccorso Alpino e Speleologico, che interviene con oltre 7mila operatori specializzati in tutta Italia per l’assistenza e il recupero di persone infortunate o in difficoltà e per la ricerca e il soccorso dei dispersi, rispetto al 2021 c’è stato un incremento del 9,8%. In totale sono state 10.125 le persone soccorse, 504 i morti, 84 i dispersi in un anno segnato dalla tragedia della Marmolada a luglio e dall’intervento per la frana del Monte Epomeo, a Ischia a novembre. Le cause degli interventi sono dovute principalmente a tre fattori, spiega un report del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico: la caduta o scivolata (45,9%), l’incapacità durante l’attività svolta (26,3%) e il malore (13,7%). Le persone soccorse stavano facendo principalmente escursionismo (50,2% dei casi), mountain bike (9,0%, con un trend in forte crescita negli ultimi 5 anni, anche per l’utilizzo delle biciclette elettriche, che stanno avvicinando alla montagna nuovi appassionati e turisti), lo sci alpino (7,8%), l’alpinismo classico (5,4%) e la ricerca di funghi (4,2%). Nel 2022 hanno perso la vita in ambiente impervio 444 persone con un importante incremento rispetto al 2021 (+13,5%), 4.297 sono state le persone recuperate ferite in modo leggero, 1.298 i feriti gravi, 228 i feriti con compromesse funzioni vitali, 3.714 gli illesi, persone in difficoltà a causa delle condizioni morfologiche, dello stato dei terreni come la presenza di neve o ghiaccio, oppure perché non avevano attrezzature, calzature o abbigliamento adatti. Le unità cinofile sono state chiamata a operare 263 volte in caso di valanghe per la ricerca di persone disperse. In oltre il 40% dei casi il Soccorso Alpino e Speleologico è intervenuto con il supporto di un mezzo aereo.

L’identikit della persona soccorsa

L’identikit medio della persona soccorsa è quello di uomo italiano tra i 50 e i 60 anni, leggermente ferito dopo essere scivolato in un’escursione. L’84,7% dei soccorsi è italiano, il 6,1% tedesco; 1,1% francese. Per quanto riguarda il periodo dell’anno, il 50% degli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico si concentra nei mesi estivi: giugno (9,5%), luglio (14,6%), agosto (16%) e settembre (10,1%). Gli interventi avvengono in particolare nell’arco alpino, il 20,2% in Piemonte, il 14,2% in Lombardia, il 13,3% in Trentino, 11,5% in Alto Adige. L’evento più critico è stato quello accaduto il 3 luglio sul ghiacciaio della Marmolada, quando un grosso seracco della parte sommitale del ghiacciaio si è staccato improvvisamente creando una valanga di ghiaccio e roccia che ha colpito diverse cordate di alpinisti impegnate sulla via normale. La tragedia ha fatto 11 vittime, di cui 2 Guide Alpine, e 8 feriti, nonostante il rapido intervento con 10 elicotteri e decine di soccorritori, anche con l’impiego di droni. Il Soccorso Alpino e Speleologico campano, supportato da personale del Cnsas proveniente da altre regioni, è intervenuto anche nella frana di Ischia, a novembre, le attività sono andate avanti ininterrottamente per 11 giorni. (ANSA).

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