Politica

Unione dei Comuni, presidenza scaduta da un mese. Manca l’accordo

Il secondo mandato del sindaco di Petralia Soprana, Pietro Macaluso, ai vertici dell’Unione delle Madonie è scaduta lo scorso mese di giugno ma, nonostante le fitte interlocuzioni che da settimane interessano i sindaci madoniti, la quadra per il successore non si è ancora trovata.

Domani, alle 10 del mattino, in una frazione di Petralia Soprana, si terrà una riunione fra i primi cittadini madoniti, per cercare di trovare il bandolo della matassa. Sul piatto non verrà messo solo il tema del rinnovo dei vertici dell’Unione dei Comuni. Si parlerà della governance del territorio, includendo nella discussione il Gal, l’agonizzante Distretto turistico, il Parco delle Madonie, la So.Svi.Ma.

Considerato il contesto decisamente frammentato e le profonde diversità di vedute che intercorrono fra i sindaci, la prospettiva più probabile è che domani, al termine della riunione, non ci sarà una fumata bianca.

Ma partiamo da un dato di fatto. Un primo nome per la “successione” al trono dell’Unione c’è già: si tratta del sindaco di San Mauro Castelverde Giuseppe Minutilla, vicino a Fratelli d’Italia, che ha ricevuto l’endorsement direttamente dall’uscente Pietro Macaluso, espressione dell’area PD che fa riferimento all’attuale segretaria nazionale Elly Schlein.

E’ risaputo anche che nelle ultime settimane c’è stata una fitta interlocuzione dei sindaci di centrodestra delle Madonie, che oggi rappresentano la maggioranza relativa dei primi cittadini del comprensorio, e che – sotto un’attenta regia palermitana – hanno tutta l’intenzione di togliere alla sinistra lo scettro del governo dell’Unione delle Madonie che il PD detiene da oltre 60 mesi. Fa specie però che, di fatto, l’unico a fare apertamente e pubblicamente il nome di Minutilla sia stato proprio Pietro Macaluso. Non per continuità politica, ma per continuità di governance, essendo stato negli ultimi anni Minutilla il leale vice di Macaluso. Fatto sta che, nonostante possibili disponibilità di sindaci di area PD, l’assist perfetto a Fratelli d’Italia c’è stato. Il gol però non è andato a segno! Giuseppe Minutilla, attorno al quale (forse) si potrebbe chiudere il cerchio, non sarebbe disponibile.

Al suo posto, portando avanti le ragioni della “continuità” con i governi regionali e nazionali di centro-destra, è stato fatto il nome di Pier Calogero D’Anna il quale, da un canto è ancora lontano dall’avere a disposizione una tranquilla maggioranza e, d’altro canto, è ormai quasi a fine mandato. Fra un anno a Bompietro si tornerà alle urne. Per cui, per sua stessa ammissione, anche questa ipotesi appare di difficile realizzazione.

Giova ricordare che, con la nuova strategia Snai, l’Unione dei Comuni farà da ente intermedio, ciò significa che gestirà direttamente i fondi assegnati, vale a dire circa 40 milioni di euro da spendere nei prossimi anni. L’attenzione di ciascuno dei sindaci è quindi massima.

La prospettiva quindi, per l’incontro di domani, è quella di una fumata nera. Ma con due diverse opzioni: una tregua armata, durante la quale a ciascuno sindaco disponibile a candidarsi alla presidenza dell’Unione (e ce ne sono almeno 3) verrà data la possibilità di sondare il terreno, alla ricerca di una larga maggioranza. O una guerra senza esclusione di colpi che allungherebbe sine die l’attuale periodo di proroga, ma che potrebbe causare una serie di uscite di Comuni dall’Unione, innescando un effetto domino che travolgerebbe anche il Gal e la So.Svi.Ma.

 

 

 

 

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