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L’appello (ascoltato) dei cardiologi: la Regione potenzia la telemedicina

La Sanità digitale in Sicilia sarà potenziata con ben 139 milioni di euro del Pnrr. L’annuncio è stato dato dalla Regione siciliana in risposta alle sollecitazioni in tal senso giunte durante l’evento “La Cardiologia digitale: una nuova idea di Sanità” che si è tenuto al Poggio del Sole Hotel di Ragusa con la direzione scientifica di Antonino Nicosia e di Italo Porto. “La Sanità e in particolare la Cardiologia digitale cambia completamente la gestione del paziente e fornisce un insieme di dati prima non disponibili – ha detto Nicosia, Direttore della Cardiologia del “Giovanni Paolo II” di Ragusa – È il momento di prendere coscienza di questa nuova importante realtà e che in tutta la Sicilia ci sia un progetto serio di sviluppo della digitalizzazione in Sanità, così come già da alcuni anni è stato fatto da noi a Ragusa ad esempio con il modello virtuoso della Connected Care”.

All’evento che avuto una platea di circa 200 presenti – con segreteria organizzativa e provider Ecm “Collage Spa”- è intervenuto Salvatore Iacolino, dirigente generale della Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute: “La Regione siciliana nell’ambito della risorse assegnate dal Pnrr ha previsto un programma complessivo di 139 milioni di euro per dare ulteriore slancio alla digitalizzazione in Sanità – ha annunciato – Trenta dipartimenti di emergenza-urgenza dislocati in tutta la Sicilia potranno beneficiare di questo sistema innovativo che garantirà un accesso più rapido ed equo alle cure e una possibilità di sviluppo di attività coerenti tra la sanità ospedaliera e quella territoriale, mettendo sempre al centro la salute del paziente”. Notizie positive in arrivo anche dal fronte nazionale, come ha fatto sapere Enrico Coscioni, presidente dell’Agenas: “Qui a Ragusa ho trovato un humus particolarmente fertile di cardiologi sul tema della digitalizzazione in Sanità. L’Agenas è responsabile da marzo 2022 dell’Agenzia della Sanità Digitale Italiana a supporto del Ministero della Salute. Dal primo dicembre 2023 avremo – per primi in Europa – una piattaforma nazionale di telemedicina al cui interno dialogheranno tutti gli ecosistemi dei dati sanitari, interfacciati con il fascicolo sanitario elettronico. Con il nuovo modello dell’assistenza territoriale e con la telemedicina uniformeremo e miglioreremo il livello assistenziale tra i diversi territori d’Italia fino ad arrivare al domicilio dei pazienti”.

Co-direttori dell’iniziativa di Ragusa sono stati Marco Caruso, Francesco Clemenza, Giuseppe Sgarito, Riccardo Giammanco e Massimo Iacono e i componenti del Comitato Scientifico Dario Buccheri, Danila Calabrò, Sonia Dell’Oglio, Calogero Falletta, Guido Giordano, Salvatore Petrina e Paolo Zappulla. Italo Porto, direttore scientifico dell’evento e Direttore della Cardiologia del Policlinico San Martino di Genova, ha fatto un focus sull’intelligenza artificiale: “Da un punto di vista scientifico è già d’ausilio con sistemi quali ChatGPT in ricerca e letteratura, mentre da quello pratico in cardiologia è di aiuto nella diagnosi – ad esempio con l’imaging – e nel trattamento in sala di emodinamica con particolari algoritmi di realtà aumentata e migliorando la prognosi basandosi appunto su grandi database in maniera profonda e scoprendo pattern sostanzialmente invisibili alle capacità umane”.

Michele Pilato, direttore del Centro Cuore dell’Ismett, ha sottolineato: “Sto portando avanti insieme a Nicosia – molto attivo nel campo della digitalizzazione in Sanità – un progetto in collaborazione tra Ismett e Asp di Ragusa in cui le competenze vengano messe insieme per ottimizzare le cure del paziente cardiopatico. L’utilizzo del teleconsulto e la condivisione con la Cardiochirurgia delle patologie più complesse ne consentirà la gestione anche nei centri non dotati di Cardiochirurgia, aumenterà l’appropriatezza dei ricoveri e trasferimenti in centri Cardiochirurgici, offrendo in ultima analisi al paziente una gestione più efficace e tempestiva della sua patologia”. Il cardiologo Francesco Clemenza, presidente dell’associazione scientifica “Avicenna”, ha detto: “La telecardiologia nell’attività ambulatoriale ospedaliera, in particolare con riferimento all’insufficienza cardiaca, è fondamentale in quanto fa raggiungere diversi obiettivi. Anzitutto consente di sorvegliare in modo attento, rigoroso e ripetuto nel tempo i pazienti con questa patologia caratterizzata dalla frequenza delle riacutizzazioni e di ridurre il ricorso ai ricoveri ospedalieri e dei relativi costi. Inoltre, con la telecardiologia è necessario meno personale, facendo così in parte fronte alla purtroppo attuale carenza di organici”.

Tra gli interventi anche quello del cardiochirurgo Francesco Musumeci: “La realtà aumentata in Cardiochirurgia avrà un impatto sempre più importante nei prossimi anni, sia sul versante della qualità che sulla sicurezza del gesto chirurgico. L’immagine tridimensionale del cuore ci consente di avere una visione attenta, dettagliata dell’organo e quindi di prevedere le eventuali difficoltà in corso nell’intervento chirurgico ed ottimizzare l’esito”. (Nella foto Italo Porto, Antonino Nicosia, Giuseppe Laccoto e Salvatore Iacolino)

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