Mango, avocado e papaya: il cambiamento climatico spinge la Sicilia verso l’agricoltura tropicale

Redazione

Regione - Il convegno a Balestrate

Mango, avocado e papaya: il cambiamento climatico spinge la Sicilia verso l’agricoltura tropicale
A Tropicalia confronto tra ricerca e impresa: mango, avocado e papaya simboli di un’agricoltura resiliente e sostenibile

31 Agosto 2025 - 10:43

Se il cambiamento climatico preoccupa gli agricoltori di tutto il mondo, in Sicilia si guarda a questa problematica sotto l’occhio di una grande opportunità. Sembra un concetto astruso. Ma se ne è discusso nella giornata inaugurale di Tropicalia, che si terrà a Balestrate fino a domenica 31 agosto, nel convegno inaugurale dal titolo “Sicilia tropicale e nuove opportunità di sviluppo”.

Tra gli interventi, quello di Vittorio Farina, docente di frutticoltura tropicale all’università di Palermo. Se è vero, come spiega il docente che la frutta tropicale sta avendo sempre più successo, dovuto ad una domanda sempre più orientata verso alimenti salutistici, innovativi e di alta qualità, in grado di soddisfare le esigenze di un consumatore moderno, attento al benessere e alla sostenibilità, è altrettanto vero che la nostra Isola, la Sicilia, si è affermata come uno dei principali produttori italiani di frutta tropicale.

Ad aprire i lavori il sindaco di Balestrate, Vito Rizzo. Nell’isola si producono oltre il 90 per cento dei frutti tropicali coltivati in Italia (principalmente mango, avocado e papaya). Le altre coltivazioni (pochissimi ettari ancora), si trovano in Calabria, Sardegna, Puglia e Campania. Ma si tratta di coltivazioni molto recenti, mentre nella nostra Isola si ha traccia di queste coltivazioni fin dagli anni ’80. “La nostra regione si è affermata come uno dei principali territori italiani per la coltivazione dei frutti tropicali – spiega il professore Farina – Ma, il settore è ancora caratterizzato da aziende di piccole dimensioni, spesso prive di certificazioni di qualità, integrazione verticale con l’industria di trasformazione e strategie di marketing adeguate. Questo ha limitato il loro potenziale competitivo sia sul mercato interno che internazionale”.

“Eventi come questo – dice l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo – sono molto importanti e significativi. Accendiamo i fari su un territorio, ma soprattutto continuiamo a mettere i tasselli per dare ancora più opportunità ai giovani imprenditori. Credo che la strada tracciata sia quella giusta”.

Gli effetti del cambiamento climatico

Negli ultimi anni fenomeni meteorologici un tempo eccezionali, come sciroccate e grandinate, stanno diventando sempre più frequenti, insieme a ondate di calore estreme e alla diffusione di nuovi patogeni e insetti. In questo contesto la ricerca assume un ruolo centrale. La Sicilia, con le sue caratteristiche pedoclimatiche – basse altitudini, zone costiere, presenza di acqua e suoli tendenzialmente sabbiosi – rappresenta un territorio ideale per la coltivazione di frutta tropicale. L’area costiera settentrionale, fino a Milazzo, offre terreni particolarmente vocati: un vero e proprio “biglietto della lotteria” se sfruttato con competenza e visione. Frutti tropicali come mango e avocado si stanno già adattando alle condizioni siciliane.

All’inizio, ad esempio, non si sapeva che il mango soffre temperature inferiori ai 4 gradi, ma grazie a soluzioni innovative – coperture frangivento, serre, teli plastici e reti multifunzionali – oggi è possibile superare i limiti climatici e proteggere le piante. Tuttavia, le alte temperature restano un fattore critico, capace di danneggiare fioriture e frutti. L’avocado, definito “oro verde”, è uno dei prodotti più promettenti. In Messico la sua coltivazione è legata a fenomeni come deforestazione e sfruttamento intensivo delle risorse idriche; in Sicilia, invece, può rappresentare una risposta sostenibile e competitiva, permettendo di intercettare una fetta di mercato in forte espansione. Anche la papaya, superfood molto apprezzato, e il lychee, che in Sicilia raggiunge livelli di eccellenza e prezzi fino a 12 euro al chilo, dimostrano come il cambiamento climatico stia aprendo nuove opportunità ma anche nuove sfide. Entrambi i frutti restano sensibili agli sbalzi di temperatura e al vento, ma le produzioni locali di qualità confermano la vocazione dell’isola a diventare un punto di riferimento per l’agricoltura tropicale in Europa.

Su Tropicalia

La quinta edizione della manifestazione trasforma il borgo marinaro di Balestrate in provincia di Palermo in capitale del mango e dei frutti tropicali, con degustazioni, cooking show, masterclass e visite nei campi. L’evento, promosso dal comune con la Pro Loco, la cooperativa Terre delle Balestrate e l’associazione III Millennio, con il patrocinio dell’Università di Palermo e il contributo della Regione Siciliana, celebra le eccellenze agricole e gastronomiche locali. Tra i momenti clou, il 30 agosto: masterclass “Tropicali da bere” e “Dolci tropicali”, seguite da musica itinerante; il 31 agosto: gran finale con il Carnevale d’estate, tra carri allegorici, spettacoli e musica live. L’iniziativa mira a valorizzare non solo il mango di Balestrate, ma anche avocado, papaya, guava e altri frutti tropicali, rafforzando il legame tra ricerca, promozione e comunità locale.

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