Con un’ordinanza sindacale, il primo cittadino di Alimena, Giuseppe Scrivano, ha disposto la decadenza del Consiglio comunale. Il provvedimento, reso di fatto esecutivo, dopo le recenti dimissioni dei consiglieri Maria Grazia Stella, Marisa Guarrera, Maddalena Mascellino e Pietro Scelfo. Nella disposizione, si legge che “preso atto che il numero dei consiglieri è sceso al di sotto della metà di quelli assegnati, si ordina l’immediata decadenza dell’organo e si istituisce il divieto, agli ormai ex consiglieri comunali, di agire come fossero ancora in carica”. Le dimissioni, come riportato dall’ordinanza, si aggiungono alle precedenti rinunce dei consiglieri Lorella Furca e Arianna D’Anna. Per quest’ultima, ex membro del gruppo consiliare di minoranza, “Alimena Unita”, il sindaco ha ribadito che, in due sedute datate 18 e 19 novembre, “il tentativo di surroga non è stato possibile per mancanza del numero legale”. Adesso, come stabilito dalla legge, la palla passa alla presidenza della Regione per l’adozione dei provvedimenti del caso.
Lo scorso 17 dicembre, (LEGGI QUI), il Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva respinto l’istanza di ricorso del comune madonita, in merito all’annullamento dell’elezione del presidente del Consiglio disposta dal Tar Sicilia. Lo scorso giugno, infatti, la consigliera del gruppo “Noi siamo Alimena”, Maria Grazia Stella, era stata eletta a capo degli scranni dell’aula consiliare al secondo scrutinio, conclusosi a parità di voti, secondo il principio di anzianità. Tuttavia, l’ordine di giurisdizione amministrativa, su segnalazione dei consiglieri Giovanni Di Gangi, Gino Macaddino e Rosaria Geraci, ne aveva accolto il ricorso disponendo l’invalidazione dell’elezione. Secondo i giudici, infatti, tale principio non sarebbe applicabile all’elezione del presidente del Consiglio, avendo stabilito che, in mancanza di espressa disposizione e non avendo alcun candidato riportato la maggioranza semplice, la votazione debba essere ripetuta. A confermare il giudizio del Tar, dunque, anche la recente sentenza pronunciata dal Consiglio di Giustizia Amministrativa.
Intanto, i deputati regionali del partito “Sud chiama Nord”, ai quali hanno aderito anche i consiglieri Giovanni Di Gangi, Gino Macaddino e Rosaria Geraci, avrebbero presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Siciliana e all’assessore alle Autonomie Locali, per richiedere chiarimenti e misure immediate in merito alla decadenza del Consiglio comunale di Alimena. “Il corretto funzionamento del Consiglio comunale è stato sistematicamente impedito dal Segretario comunale e dal sindaco, che hanno bloccato più convocazioni dell’aula, paralizzando l’attività istituzionale e ostacolando l’esecuzione delle sentenze – si legge in una nota stampa – come se non bastasse, invece di consentire la ricostituzione dell’organo mediante surroga dei consiglieri dimissionari, il sindaco ha indotto alle dimissioni gli ultimi componenti della sua maggioranza e, con propri atti amministrativi, ha dichiarato decaduto l’intero Consiglio comunale, arrivando perfino a vietare ai consiglieri di esercitare il proprio mandato”.
Una condotta definita dagli stessi deputati “gravissima” e “contraria alla legge“: “La normativa è chiarissima – continuano dal gruppo – lo scioglimento del Consiglio comunale non può essere disposto da un sindaco. Le sue determinazioni sono radicalmente nulle e rappresentano una vera e propria usurpazione di funzioni regionali. In più, nel caso di Alimena, la surroga è possibile e la decadenza del Consiglio non sussiste sotto alcun profilo giuridico. L’ostinazione dell’amministrazione comunale nel difendere atti già dichiarati illegittimi ha determinato un contenzioso che è costato al comune oltre 11 mila euro di soldi pubblici. Una gestione irresponsabile che potrebbe configurare gravi profili di danno erariale”. Nell’interrogazione, “Sud chiama Nord”, avrebbe chiesto al governo regionale di verificare le violazioni di legge commesse, accertare il danno economico subito dalla collettività, valutare i profili di abuso di potere del sindaco, dichiarare nullo ogni atto illegittimo di scioglimento adottato dal primo cittadino e assumere immediate iniziative per ristabilire legalità e democrazia istituzionale. “Ad Alimena è stato violato lo Stato di diritto – concludono i rappresentanti – le sentenze dei tribunali non possono essere calpestate e le istituzioni democratiche non possono essere cancellate per convenienza politica. Il Consiglio comunale va immediatamente rimesso nelle condizioni di operare, nel pieno rispetto della legge e dei cittadini”.
Contattato telefonicamente per una replica, il sindaco Scrivano ha solo detto: “Dopo le dimissioni di 6 consiglieri ai sensi dell’articolo 53 comma 3 della legge 16 del 1963 il consiglio decade”. Non ha voluto aggiungere altro. Siamo certi che questa storia non finirà qui.




