Si è spento oggi Crispino Valenziano, sacerdote, teologo e intellettuale tra i più autorevoli nel campo della liturgia contemporanea. Nello stesso giorno in cui Valenziano è tornato alla casa del Padre , nel Duomo della sua Cefalù si svolgeva un convegno di grande valore culturale “Mediterraneo, Mare di Pace”, ideato e promosso proprio da lui, quasi come un lascito testamentario alla sua città ed all’Italia tutta.
Al convegno ha preso parte anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nel suo discorso conclusivo, ha voluto ricordare proprio Don Crispino con parole di grande affetto e stima. Un intreccio quasi profetico tra la fine di una vita e una riflessione pubblica sulla pace, sul dialogo e sulla cultura del Mediterraneo, temi che hanno attraversato anche il pensiero e la sensibilità del sacerdote cefaludese.
Padre Valenziano è spirato intorno alle 17 di oggi. Con la sua morte il territorio in cui ha vissuto e operato, e con esso la Chiesa italiana, perdono una figura di straordinario spessore umano, culturale e spirituale. Nato a Cefalù nel 1932, don Crispino Valenziano ha attraversato oltre mezzo secolo di vita ecclesiale lasciando un segno profondo come studioso, docente e sacerdote. La sua vocazione si è espressa soprattutto nello studio della liturgia, letta e vissuta come luogo privilegiato dell’incontro tra Dio e l’uomo, ma anche come spazio in cui la fede dialoga con l’arte, l’antropologia e la cultura contemporanea. Formatosi tra Roma, Genova, Strasburgo e Parigi, don Valenziano è stato per lunghi anni docente e poi professore ordinario di Antropologia Liturgica e Spiritualità Liturgica presso il Pontificio Istituto Liturgico di Sant’Anselmo, a Roma. Da quella cattedra ha formato generazioni di studenti provenienti da tutto il mondo, molti dei quali oggi ricoprono ruoli di rilievo nella Chiesa. Non amava essere chiamato “maestro”, ma per migliaia di allievi lo è stato nel senso più autentico del termine.
Studioso raffinato e autore prolifico, ha lasciato numerose opere che restano punti di riferimento per chi si occupa di riforma liturgica, estetica teologica e arte sacra. Al centro del suo pensiero vi era la convinzione che la liturgia dovesse parlare all’uomo di oggi attraverso la bellezza, la cura dei segni, la profondità simbolica e la qualità artistica delle celebrazioni. Accanto all’attività accademica, don Crispino Valenziano ha vissuto con discrezione e intensità il suo ministero sacerdotale, mantenendo sempre un forte legame con i luoghi e le persone tra cui ha abitato. Chi lo ha conosciuto ne ricorda l’intelligenza brillante, il linguaggio appassionato, ma anche l’umanità gentile e l’attenzione sincera verso gli altri.
La sua morte lascia un vuoto profondo non solo nel mondo degli studi liturgici, ma anche nella comunità locale che lo ha avuto come presenza viva e feconda. Alla Chiesa e alla cultura resta la sua eredità: un invito esigente e luminoso a non separare mai la fede dalla bellezza e il pensiero dalla vita. I funerali saranno annunciati nei prossimi giorni. La redazione si unisce al cordoglio dei familiari, dei confratelli sacerdoti, degli allievi e di tutta la comunità cefaludese che oggi saluta uno dei suoi figli più autorevoli e discreti.
IL SALUTO DEL SINDACO DI CEFALU’
“Penso che ci siano davvero dei grandi segni che danno misura di quanto la vita possa veramente farsi assoluto compimento. Monsignor Valenziano ha fatto il suo ultimo dono a questa città che ha tanto amato, certamente ne ha gioito, fino al pieno realizzarsi. Stamattina l’ho ringraziato a nome della Città. Stasera, sempre a nome della Città, gli porgo l’omaggio e il cordoglio per il suo Addio a questo mondo, che ha contribuito ad essere un luogo di Bellezza. Riposa in Pace, Padre Crispino”. Questo il saluto del sindaco di Cefalù Daniele Tumminello, pubblicato sulla sua pagina facebook.




