Aprire un ristorante in franchising conviene? Dati, costi e margini reali

Redazione

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Aprire un ristorante in franchising conviene? Dati, costi e margini reali
Aprire un ristorante in franchising è sicuramente una soluzione per cominciare a guadagnare fin dai primi mesi

09 Febbraio 2026 - 11:30

Aprire un ristorante di successo non è mai semplice. A meno che tu non sia un cuoco già stellato, oppure un gestore che può contare su un team di cuochi famosi e conosciuti ovunque, dovrai farti le ossa per i primi mesi dopo l’apertura. Non sarà facile scegliere il team giusto, né l’ambiente, l’atmosfera e il menu che attiri clienti da ogni dove. Fortunatamente la soluzione c’è, e si chiama Franchising.

Aprire un ristorante in franchising è sicuramente una soluzione per cominciare a guadagnare fin dai primi mesi dopo l’apertura e crescere in fretta. Con il franchising, infatti, si ha la possibilità di iniziare con un’azienda più o meno conosciuta dai clienti, ma che comunque si è già stabilizzata e ha già affrontato le prime fasi di avvio di un’attività.

Oggi, infatti, quando si parla di ristorante non si intende più semplicemente la classica formula dove il cliente si siede, sceglie da un menu limitato il suo piatto preferito, che nel giro di venti minuti verrà cucinato e servito. Per ristorante si intendono diverse tipologie di locali, tra cui friggitorie, pub o bar con servizio cucina, laboratori artigianali o locali con servizi d’asporto, ristoranti gourmet, pizzerie e focaccerie, pasticcerie con servizio di consumo al tavolo, hamburgherie, fast food e molto altro.

Se vuoi sapere quale franchising di ristorazione conviene aprire oggi, ti guideremo passo a passo per capire quali sono le tipologie di ristoranti più apprezzati dai clienti. La vera differenza tra un ristorante aperto da zero e uno in franchising, tuttavia, sta nel fatto che il gestore aprirà un locale che ha alle spalle già un Know How sperimentato e consolidato e un nome con cui proporsi ai clienti che potrebbe già aver generato una certa affidabilità nelle loro menti.

Aprire un ristorante in franchising: dati reali

Aprire un ristorante in franchising è sicuramente la soluzione che potrebbe risolvere i tuoi problemi e aiutarti a trovare il successo facilmente.

Basti pensare che ad oggi il settore della ristorazione rappresenta ben il 2,6% del PIL nazionalesecondo quanto riportato da Deloitte. Ciò significa non solo che le imprese che hanno deciso di far parte di questo settore sono tantissime, ma anche che vi è una grandissima richiesta da parte dei clienti. Il fatturato del settore, infatti, nel 2023 ammontava a quasi 9 miliardi di euro.

 Sempre secondo Deloitte, nel suo Food Market Monitor viene riportato che il mercato della ristorazione è in continua crescita, e negli ultimi anni ha registrato un incremento delle vendite del 22% raggiungendo i 75 miliardi di euro.

Investire nel settore della ristorazione, quindi, è sicuramente una buona mossa per riuscire a costruire un’impresa solida, fiorente, e che duri nel futuro.

I clienti, infatti, avranno sempre bisogno di imprese che si occupano di ristorazione, per uscire dalla propria quotidianità, per costruire relazioni o semplicemente per avere un attimo di svago. Allo stesso tempo, il cliente cerca e cercherà sempre di farlo degustando il proprio piatto preferito oppure vivendo un’esperienza enogastronomica che riesca a soddisfare il proprio gusto, i propri desideri e i propri bisogni.

Quanto costa aprire un ristorante in franchising

Per aprire un ristorante in franchising la prima cosa da fare è scegliere il tipo di attività e di servizio che si desidera offrire, oltre che il marchio a cui affidarsi per costruire il proprio impero. A tal proposito puoi consultare una guida completa con le idee per aprire un negozio in franchising.

Per scegliere il marchio giusto dovrai affidarti a un marchio che non solo rappresenti te e i tuoi obiettivi, ma con cui puoi trovare un accordo soddisfacente per la tua futura impresa. Questo perché il franchising, in fin dei conti è proprio questo, ovvero un contratto tra te, futuro imprenditore e Franchisee, e marchio a cui vuoi appartenere, quindi il franchisor. E questo accordo sarà un beneficio per entrambe le parti, che collaboreranno per uno scopo comune: far crescere l’impresa.

I costi di questo contratto variano in base al marchio. Possono andare da un minimo di 1000 o 3 mila euro, fino anche a migliaia o miliardi di euro. Tutto sta a quanto è sviluppata l’azienda a cui si vuole appartenere e da quanti anni è già sul mercato.

Oltre a questo, il contratto potrebbe prevedere la cessione di una parte delle royalty per un determinato periodo di tempo.

Il secondo costo è dato dall’affitto o dall’acquisto del luogo in cui nascerà l’attività in franchising. Trattandosi di un locale destinato alla somministrazione di cibo e bevande e ad accogliere il cliente dovrà avere determinate caratteristiche. Sia che si tratti di un fast food, di una friggitoria o di una pizzeria da asporto, sia che si tratti di un grande ristorante, dovrà essere sufficientemente grande da poter avere una cucina e un’area per accogliere i clienti più o meno grande.

Un ulteriore costo è dato dai permessi asl e permessi per eventuale somministrazione di alcolici. Inoltre, dalla pratica antincendio e da permessi comunali. A questi si accodano tutti i normali costi burocratici per l’apertura dell’impresa, quindi dal registro delle imprese, apertura partita iva e adempimenti INPS e INAIL.

Infine, ulteriori costi sono dati dall’acquisto di mobilio e attrezzature, dal personale e da eventuali costi per la formazione.

Quali sono i guadagni di un ristorante in franchising

Uno degli aspetti più interessanti nell’aprire un ristorante in franchising riguarda i potenziali guadagni. Grazie a un modello di business già collaudato, a una brand awareness consolidata e a strategie di marketing definite, un ristorante in franchising può raggiungere il punto di pareggio in tempi più rapidi rispetto a un’attività aperta da zero.

In media, i margini operativi nel settore della ristorazione in franchising possono variare dal 10% al 25% del fatturato, a seconda della tipologia di locale, dei costi di gestione e del volume di clienti. I format più snelli, come fast food, pizzerie d’asporto o street food, tendono ad avere margini più elevati grazie a costi fissi ridotti e a un alto turnover. Con una buona gestione e una posizione strategica, è possibile generare utili interessanti già dal primo o secondo anno di attività, rendendo il franchising una scelta particolarmente vantaggiosa per chi desidera investire in un’attività con prospettive di guadagno concrete e prevedibili.

Quest’ultima in particolare viene spesso fornita dal marchio di appartenenza, specialmente quella relativa al Know How dell’azienda, alla formazione relativa al marketing e della preparazione dei piatti facenti parte del menu. Tutti costi che comunque si affronterebbero anche aprendo un’attività da zero, ma che grazie al franchising sono limitati e soprattutto riuscirai ad ottimizzare facilmente.

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