Controlli ambientali nelle Madonie: tre imprenditori denunciati

Redazione

Cronaca - A Bompietro

Controlli ambientali nelle Madonie: tre imprenditori denunciati
L’attività ha portato al deferimento in stato di libertà di tre imprenditori, di età compresa tra i 56 e i 73 anni

17 Febbraio 2026 - 09:06

Un’azione strutturata e mirata a tutela del territorio è stata condotta dalla Compagnia Carabinieri di Petralia Sottana, sotto il coordinamento del Comando Gruppo Carabinieri di Monreale, nell’ambito di una più ampia strategia di vigilanza ambientale e controllo delle attività produttive operanti nell’area delle Alte Madonie. Il dispositivo, pianificato in modo organico e sviluppato attraverso l’impiego sinergico del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni dipendenti, ha consentito di concentrare uomini e competenze in un’attività ispettiva mirata a verificare il rispetto della normativa urbanistica e ambientale da parte di alcune officine meccaniche operanti nel territorio di Bompietro.

L’attività ha portato al deferimento in stato di libertà di tre imprenditori, di età compresa tra i 56 e i 73 anni, accusati a vario titolo di aver eseguito lavori edili in totale difformità o in assenza di permesso, di aver effettuato scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione e di aver svolto attività di gestione di rifiuti non autorizzata. L’azione trae origine da un’attenta analisi del contesto territoriale, caratterizzato da un patrimonio ambientale di assoluto pregio e dalla presenza dell’area protetta dell’Ente Parco delle Madonie, che impone un livello di attenzione ancora più elevato. In tali realtà, eventuali condotte non conformi alle norme – spesso frutto di abitudini stratificate nel tempo – rischiano di incidere negativamente sull’equilibrio ambientale e sulla corretta gestione delle attività economiche, compromettendo un territorio che merita rispetto e visione.

Nel corso dei controlli sono state accertate, a vario titolo, violazioni in materia edilizia e ambientale, con particolare riferimento al mutamento non autorizzato della destinazione d’uso di immobili adibiti a officina, allo scarico di acque reflue industriali in assenza delle prescritte autorizzazioni e alla gestione illecita di rifiuti speciali mediante deposito incontrollato in area esterna privata. Una delle aree interessate è stata sottoposta a sequestro, al fine di impedire la prosecuzione delle condotte contestate e tutelare lo stato dei luoghi.

In un comprensorio montano che rappresenta un patrimonio naturale, paesaggistico e culturale di primaria importanza, la presenza dell’Arma si traduce non solo in attività di controllo e repressione, ma anche in un’azione di stimolo e responsabilizzazione affinché ogni operatore economico contribuisca, con comportamenti corretti e trasparenti, alla tutela di un bene comune che appartiene all’intera collettività.

L’intervento costituisce anche un richiamo per tutte le altre attività produttive del territorio: il rispetto delle normative ambientali e urbanistiche non può essere affrontato con leggerezza né con un approccio superficiale, talvolta giustificato da prassi ritenute “consuete”. Le regole non sono un ostacolo all’iniziativa economica, ma il presupposto indispensabile per una crescita sana e duratura. L’auspicio è che l’azione condotta possa fungere da monito e stimolo, favorendo una rinnovata attenzione alla corretta gestione degli scarichi, dei rifiuti e dei titoli abilitativi, rafforzando una cultura della legalità ambientale all’altezza del valore delle Madonie.

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