Vivevano in un casolare umido dentro al bosco di Gibilmanna: la Procura salva due bambini

Redazione

Cronaca - Insieme ad una setta

Vivevano in un casolare umido dentro al bosco di Gibilmanna: la Procura salva due bambini
I due bambini non avrebbero mai frequentato la scuola, non risulterebbero vaccinati e sarebbero privi di documenti

25 Marzo 2026 - 14:42

Una segnalazione precisa ha fatto scattare l’intervento delle autorità: nel bosco di Gibilmanna, a Cefalù, una comunità di italiani e stranieri viveva attorno a un presunto santone, insieme anche a due bambini. Sabato mattina da Palermo, come scrive La Repubblica, si è mobilitata la sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato operante presso la Procura per i minorenni. Sul posto anche la procuratrice Claudia Caramanna. Dopo ore di ricerche tra i sentieri del Parco delle Madonie, gli investigatori hanno individuato un casolare abbandonato, riadattato in modo precario da un gruppo di persone. All’interno vivevano anche due minori, di 7 e 11 anni, uno italiano e uno tedesco. Le loro condizioni hanno fatto scattare immediatamente provvedimenti urgenti: i bambini sono stati allontanati e trasferiti, insieme alle madri, in un’abitazione di un familiare in provincia di Palermo, in un contesto ritenuto più sicuro.

La situazione riscontrata dagli inquirenti è apparsa particolarmente grave. I due bambini vivevano in una stanza umida, dormendo su un materassino gonfiabile. Secondo i primi accertamenti, non avrebbero mai frequentato la scuola, non risulterebbero vaccinati e sarebbero privi di documenti. La comunità, composta da una quindicina di persone di diverse nazionalità, sarebbe solita spostarsi in vari Paesi europei. Da alcuni mesi un gruppo si era stabilito nel casolare, mentre altri membri avevano preso in affitto abitazioni nella zona. Al centro del gruppo, la figura di un presunto “santone” straniero, su cui sono in corso accertamenti da parte della Procura di Termini Imerese.

Le indagini mirano a chiarire il ruolo dell’uomo e la struttura della comunità, descritta come chiusa e fortemente influenzata dalle sue convinzioni spirituali. La polizia sta raccogliendo testimonianze e collaborando anche con le autorità tedesche per ricostruire il passato del gruppo e i suoi spostamenti. Parallelamente, la Procura per i minorenni ha aperto fascicoli civili per la tutela dei due bambini. I provvedimenti adottati sono ora al vaglio del tribunale, che dovrà decidere anche sull’eventuale decadenza della responsabilità genitoriale. Nel frattempo, i minori restano con le madri, seguiti da assistenti sociali e psicologi. L’obiettivo è garantire loro un percorso di crescita stabile e sicuro, a partire dall’inserimento scolastico, mai avviato fino a oggi.

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