Pietro Porretta scopre le carte in vista delle elezioni amministrative del prossimo maggio che lo vedranno contendersi lo scranno più ambito del Consiglio comunale. Ancora incerto il nome dello sfidante, ma il candidato della “Costituente per Caltavuturo” ha già le idee chiare. Lo abbiamo intervistato.
Cosa l’ha spinta a candidarsi?
La mia candidatura nasce su proposta del gruppo “Costituente per Caltavuturo” a cui ho aderito un anno fa. Sono un cittadino caltavuturese, qui sono nato, qui ho vissuto e continuo a vivere, conoscendo da vicino il valore delle nostre tradizioni, delle nostre radici e dell’identità che ci contraddistingue. Grazie anche alla mia esperienza politica, ho piena consapevolezza delle opportunità che Caltavuturo ha perso, delle opportunità che non sono state colte e che avrebbero potuto garantire sviluppo, servizi e migliori prospettive per i cittadini, in particolare per i più giovani. Sollecitato anche da numerosi concittadini, che condividono questa analisi e questa preoccupazione, ho sentito il dovere morale e civile di mettermi a disposizione. Non si tratta di una scelta individuale, ma di un impegno collettivo, che porto avanti insieme ad altre persone animate dallo stesso senso di responsabilità e dalla volontà di invertire questa tendenza. Mi candido, dunque, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla rinascita di Caltavuturo, mettendo al servizio della comunità la mia esperienza, la conoscenza del territorio e una visione chiara di sviluppo, fondata su programmazione, partecipazione e valorizzazione delle nostre risorse.
Di cosa va orgoglioso?
Rivendico con orgoglio un percorso che mi ha visto, nel tempo, sempre presente per Caltavuturo. Non mi sono mai tirato indietro nei momenti difficili; al contrario, ho cercato di esserci con senso di responsabilità, prendendomi cura delle persone non solo sotto il profilo professionale, ma anche umano, contribuendo, per quanto possibile, al benessere della comunità. La mia candidatura, nasce e cresce all’interno di questo rapporto autentico con il paese e, come un seme gettato in un terreno fertile, ha trovato fin da subito attenzione, ascolto una partecipazione che si è manifestata in modo spontaneo e diffuso. Senza bisogno di forzature, si è costruito un clima di condivisione che ha unito persone diverse per esperienze, sensibilità e percorsi, ma accomunate dalla stessa volontà di dare un futuro al nostro paese. Vado particolarmente orgoglioso del fatto che questa candidatura, sia diventata un punto di incontro, capace di aggregare gruppi e cittadini in una lista civica in cui ciascuno ha messo a disposizione le proprie energie, competenze e idee. Un po’ come tanti fili intrecciati che, uniti, formano una trama solida, pronta a sostenere il peso delle sfide che ci attendono. Questo percorso rappresenta l’inizio di un impegno concreto. Con determinazione e senso del dovere, auspico di poter portare a compimento il programma proposto, trasformando le intenzioni in azioni e restituendo a Caltavuturo la prospettiva di crescita e sviluppo che merita, grazie anche alla squadra amministrativa che mi supporterà in questo percorso.
Quali i punti fondamentali del vostro programma e cosa bisogna ancora fare per il paese?
Sicuramente sarà necessario un intervento organico e strutturato a 360 gradi, volto a contrastare il progressivo indebolimento che Caltavuturo ha subito negli ultimi anni sotto molteplici punti di vista. In tale prospettiva, saranno individuate e affrontate con priorità le criticità fondamentali che incidono in modo diretto sulla qualità della vita dei cittadini e sulle prospettive di sviluppo del nostro territorio. In primo luogo, il ripristino della viabilità rappresenta un’esigenza imprescindibile, con particolare riferimento alla Sp24, la cui situazione ha determinato un significativo isolamento del Comune. Su questo fronte sarà garantita un’azione costante di monitoraggio e sollecitazione degli enti competenti, al fine di giungere a una risoluzione definitiva della problematica. Un’ulteriore priorità riguarda l’ambito sanitario. La precedente amministrazione non ha provveduto a presentare la richiesta per l’istituzione della Casa di Comunità, rendendo Caltavuturo uno dei pochi Comuni a esserne sprovvisto. Sarà pertanto avviato un percorso finalizzato a colmare tale divario, con l’obiettivo di potenziare l’offerta sanitaria territoriale e implementare i servizi specialistici, con particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione. Tali interventi si inseriscono in una visione più ampia di rilancio del territorio, che richiede programmazione, presenza istituzionale e capacità di rispondere in modo concreto alle esigenze della comunità:
- la situazione dell’impiantistica sportiva: lo sport è stato di fatto abbandonato, non vi sono strutture che consentano agli appassionati, soprattutto ai più giovani, di praticare attività sportive in modo adeguato e continuativo, togliendo dignità a questo settore e negandone il valore educativo e sociale;
- Rilanciare la cultura, nelle sue molteplici sfaccettature, promuovere la piena fruizione e la valorizzazione dei siti di interesse storico, archeologico, culturale e ambientale, che rappresentano una risorsa strategica per lo sviluppo locale, per esempio il Museo Civico ”Don G. Guarnieri”, privato di una delle sue sezioni più significative, il MOPS (Museo dell’Opera dei Pupi Siciliani), la biblioteca comunale completamente abbandonata, le iniziative estive si sono ridotte a un semplice riempimento del calendario, prive di una reale programmazione culturale capace di valorizzare il territorio e coinvolgere la comunità;
- La pulizia e il decoro urbano, la messa in sicurezza del territorio (costone roccioso della Rocca di Sciara), il potenziamento della raccolta differenziata, che vede Caltavuturo tra gli ultimi comuni nella provincia di Palermo, con il conseguente aumento del costo del servizio a carico dei cittadini, la viabilità interna;
- Favorire e sostenere l’associazionismo, riconoscendone il ruolo centrale nel rafforzare il tessuto sociale e nel promuovere una partecipazione attiva e consapevole dei cittadini alla vita della comunità e il benessere fisico.
Come giudica i 5 anni di attività dell’attuale maggioranza?
Non posso che esprimere un giudizio fortemente negativo sotto il profilo amministrativo, imputabile in primo luogo al sindaco Di Carlo, che avrebbe dovuto essere la forza trainante, ma la cui presenza e azione di governo sono risultate insufficienti e inadeguate rispetto al peso del ruolo. A tale situazione si aggiunge la responsabilità dell’intera amministrazione che, pur nella consapevolezza delle evidenti criticità, ha continuato a sostenerne l’operato senza promuovere alcuna inversione di rotta. L’azione amministrativa si è contraddistinta per la mancata attuazione del programma elettorale con cui si erano presentati alla tornata elettorale del 2020 e per una evidente assenza di pianificazione strategica nonché organizzativa. Emblematico, in tal senso, è il mancato accesso ai fondi del PNRR, circostanza che colloca il nostro Comune tra i pochi esclusi da importanti opportunità di finanziamento e sviluppo. Gli interventi realizzati risultano per lo più riconducibili a progetti già avviati e programmati dalla precedente amministrazione, senza che vi sia stato un reale apporto innovativo o progettuale da parte dell’attuale governo locale. Lo stesso dicasi per la gestione dell’ordinaria amministrazione, con conseguenti ripercussioni negative sull’efficienza dei servizi e sulla qualità della vita dei cittadini. La rilettura del loro programma elettorale presentato evidenzia come gli impegni assunti siano rimasti, nella sostanza, disattesi. I contenuti appaiono oggi privi di concreta attuazione, risultando più come enunciazioni formali che come reali linee guida su cui basare l’attività amministrativa. Ciò conferma una distanza significativa tra quanto dichiarato e quanto effettivamente realizzato nel corso del mandato. A conclusione di questi cinque anni si può affermare con certezza che il tanto sbandierato “cambiamento” c’è stato, ma in peggio.




