Nella Chiesa Madre di Polizzi Generosa, dove il silenzio custodisce secoli di fede e memoria, la parola scritta ha trovato uno spazio di rilevanza. La presentazione del libro “Umanesimo e crisi moderna nel pensiero di Giuseppe Antonio Borgese” – a cura di Luciano Schimmenti – non è stato solamente un evento culturale di enorme spessore, ma un momento di dialogo tra due dimensioni apparentemente distanti: la letteratura e la religione. L’incontro ha visto numerosi interventi, tra cui quello inaugurale del parroco, don Domenico Sausa: “Abbiamo scelto la chiesa come simbolo di questa presentazione poiché Dio non è stato messo fuorigioco, ma è sempre presente, così come l’Umanesimo, all’interno di ogni scelta”.
Sono poi arrivati i saluti di Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi e presidente del Parco delle Madonie: “Sono presidente del Parco da pochi mesi, ma quando Luciano mi ha invitato non potevo dire di no: sono qui perché rappresento le Madonie e la cultura deve essere un punto fermo per rilanciarci”. Al termine dei saluti iniziali, il moderatore della conversazione, Maria Grazia Di Gangi, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Polizzi Generosa, Castellana Sicula e Alimena, ha dato la parola al primo ospite della giornata, Adriano Rivoli, presidente nazionale delle Case della Memoria: “Sono lieto di essere qui e colpito dall’interesse di Luciano per il vostro territorio. Sono il presidente di questa rete museale che include tutti i personaggi illustri della nostra storia. Le case museo siciliane sono numerose e la Sicilia è al terzo posto dopo Toscana ed Emilia. Le nostre case ci consentono di entrare nella quotidianità degli autori. Con Giuseppe Antonio Borgese si ha un tesoro da valorizzare per promuovere il territorio”.
A seguire, l’intervento di Giuseppe Nuccio Iacono, consulente della rete nazionale delle case museo e referente per Sicilia e Calabria: “Sono emozionato di essere qui a Polizzi, è un luogo magico. L’ospitalità è la dote fondamentale. Devo ringraziare chi ha messo il cuore oggi e la migliore risposta è quella dei presenti. Borgese non è soltanto un vostro cittadino, ma un cittadino del mondo: il suo messaggio non ha confini”. Si è passati poi alle parole del professore, saggista e segretario del Premio Marineo, Ciro Spataro: “Inizio ringraziando il parroco perché il bene culturale per eccellenza della cristianità è la chiesa; non c’era luogo migliore per questa presentazione. Borgese è come Ulisse, solo che lo scrittore non troverà mai la strada giusta perché sarà un uomo di mondo”.
Sulla stessa linea, le parole di Tommaso Romano, presidente della Fondazione Thule Cultura e dell’Ascu: “Non basta essere studiosi, è importante approfondire. Oggi parliamo di Borgese non perché siamo a Polizzi, ma perché è un artista di livello mondiale, espressione della più alta dimensione umanistica e universale: Borgese non è un santino locale, ma una figura universale”. In chiusura, Luciano Schimmenti: “Questo libro non l’avevo messo in conto. Sono stato subito affascinato dallo scoprire il suo Umanesimo e oggi è un giorno molto importante per me. Continuerò a studiare, come ho sempre fatto, per rendere omaggio a un autore senza tempo”.




