Una vita spesa al servizio della legalità, tra missioni internazionali, protezione di figure a rischio e un impegno costante per la sicurezza dei cittadini. Questo è il biglietto da visita del maresciallo in congedo Salvatore Santoro, insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella. Residente a Polizzi Generosa, ma originario di Messina, il maresciallo ha intrapreso la sua carriera militare – arruolandosi nell’Arma dei Carabinieri – all’età di 17 anni. Da quel momento non si è più fermato, arrivando a totalizzare ben 43 anni di servizio.
Il suo curriculum è un compendio di onore e professionalità: insignito della Croce d’oro e d’argento per anzianità di servizio, è stato decorato con medaglie Onu e Nato, oltre a numerosi attestati di benemerenza. La sua carriera è stata segnata da incarichi di altissima responsabilità. Presso il Ministero dell’Interno, tramite il Servizio Centrale di Protezione, ha gestito la tutela di persone a rischio. Tra le sue missioni più rilevanti e delicate, la protezione di imprenditori di alto profilo, come Mario Caniglia e Andrea Vecchio, e anche il giornalista Maghda Allah, minacciato di morte dalla cellula terroristica Isis per essersi converto al Cristianesimo. Infine, anche lo showman Pippo Baudo durante la sua permanenza al Ministero degli Affari Esteri.
Il suo impegno ha varcato anche i confini nazionali: è stato responsabile della sicurezza presso sedi diplomatiche estere, come Baghdad, e ha operato come ufficiale di collegamento in “teatri internazionali critici”, tra cui Sarajevo, Pristina e Nassiriya. Ha inoltre ricoperto il ruolo di scorta per magistrati simbolo della lotta alla mafia, quali Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita. Così, nel 2025 ha ricevuto anche il Premio Internazionale per l’Impegno Sociale, conferito in occasione del XXX Memorial Rosario Livatino e Antonio Saetta. Nonostante tutti questi riconoscimenti, il maresciallo Santoro mantiene un’umiltà sobria e schiva: si definisce un semplice carabiniere. L’onorificenza appena ricevuta lo inserisce in quella ristretta élite di persone che hanno dedicato la propria vita alla Costituzione e a un profondo senso del dovere.




