Castelbuono, “ci hanno zittiti”: la Costituente attacca, è scontro in aula

Andrea Rinaldi

Cronaca - Ancora il caso politico

Castelbuono, “ci hanno zittiti”: la Costituente attacca, è scontro in aula
A parlare è Anna Maria Cangelosi, capogruppo della Costituente

24 Aprile 2026 - 09:58

Il clima politico a Castelbuono torna a surriscaldarsi. Dopo il caso raccontato dal nostro giornale sulle dimissioni di Mimmo Prisinzano, un nuovo capitolo accende il confronto tra maggioranza e opposizione. Al centro, ancora una volta, la vicenda delle dimissioni del consigliere – ritenute dalla minoranza “nulle” per vizi formali – e il conseguente subentro dell’ingegnere Nicola Raimondo. Ma è quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale del 20 aprile a far esplodere lo scontro politico. A parlare è Anna Maria Cangelosi, capogruppo della Costituente, che in un video affida alla comunità una versione durissima dei fatti: “Siamo stati attaccati con uno stratagemma normativo che ci ha zittiti per poter dire su di noi cose false senza diritto di replica”.

Il nodo delle dimissioni

Secondo la ricostruzione della minoranza, le dimissioni di Prisinzano sarebbero state presentate in maniera non conforme alle procedure previste – in particolare per la modalità di trasmissione – e quindi da considerarsi nulle. Da qui la decisione di fermare il procedimento e rinviare il subentro, anche alla luce di una presunta incompatibilità temporanea del primo dei non eletti. Una scelta che, secondo Cangelosi, sarebbe stata strumentalizzata: “Un tanto rumore per nulla – afferma – per una situazione trasparente che non abbiamo mai nascosto. Anche persone vicine alla maggioranza si chiedono quale sia il problema”.

“Un agguato in Consiglio”

Ma è sull’ultima seduta che si concentra l’attacco più duro. La capogruppo parla apertamente di “agguato politico”: comunicazioni in aula trasformate, a suo dire, in “due monologhi del presidente del Consiglio e del sindaco», con ricostruzioni “parziali, omissive e piene di falsità”. Il punto più contestato riguarda l’assenza di possibilità di replica: “Quando un regolamento tace, parla la democrazia – sostiene Cangelosi – e negare la parola alla controparte è segno di debolezza”. Parole che chiamano in causa direttamente il presidente del Consiglio, accusato di aver perso la propria terzietà: “Ieri sera ha buttato la maschera”, afferma, parlando di un atto di autorità che avrebbe finito per delegittimarlo “di fronte al paese e alla stessa maggioranza”.

L’affondo sulla gestione amministrativa

Nel suo intervento, la capogruppo allarga il campo e rilancia una serie di critiche all’azione amministrativa: dalla gestione dell’acqua – con riferimento a presunti problemi di contaminazione – all’utilizzo dei mezzi comunali, fino alla mensa e ai lavori sul fiume. Temi che, secondo la Costituente, sarebbero stati volutamente oscurati per spostare l’attenzione sul caso delle dimissioni: “Si crea un falso problema per nascondere le difficoltà e le incompiutezze dell’amministrazione”.

Verso il 2027

Sul fondo, lo sguardo già rivolto alle prossime elezioni amministrative. Cangelosi respinge le ipotesi di tensioni interne alla minoranza e ribalta la lettura: “Non ci dividerete. I problemi, semmai, sono dall’altra parte”. E chiude con una frase che sa di sfida politica: “Siamo liberi, facciamo opposizione seria e competente. E continueremo a farlo”.

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