Una giornata di inclusione, natura e condivisione nel cuore del Parco delle Madonie, dove si è tenuta un’escursione di trekking sensoriale ed esperienziale dedicata a persone cieche e ipovedenti. Un’iniziativa che ha trasformato il cammino in un’esperienza fatta di suoni, profumi, contatto e percezioni, dimostrando come la montagna possa essere vissuta pienamente anche oltre la vista. L’evento è stato organizzato da Riccardo Sabatino, giovane ipovedente appassionato di trekking, natura e sport, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti guidata dalla presidente Giovanna Virga. All’iniziativa hanno preso parte venti persone, accompagnate da familiari e volontari, lungo il percorso che dal bivio di Portella Colla ha condotto fino a Piano Cervi, attraversando il “Sentiero Natura Fratel Biagio Conte”. Un itinerario ad anello di circa quattro chilometri scelto per la sua accessibilità e per la ricchezza di stimoli naturali.
L’escursione rappresenta solo il primo tassello di un progetto più ampio che punta a rendere le Madonie un punto di riferimento per il turismo esperienziale e inclusivo nel Sud Italia. “È stata un’esperienza profonda, che dimostra come la montagna possa essere vissuta pienamente anche senza la vista – ha dichiarato Riccardo Sabatino – Da ipovedente so quanto sia importante offrire modelli positivi e accessibili. Questo evento è solo l’inizio di un percorso che mira a rendere le Madonie un polo di riferimento per il turismo accessibile e sensoriale”. Durante il trekking i partecipanti hanno ascoltato i rumori del bosco, toccato foglie e cortecce, riconosciuto profumi e condiviso emozioni in un clima di ascolto reciproco e autentica partecipazione.
Particolarmente apprezzato anche il momento dedicato al “battesimo della sella”, realizzato grazie alla cavalla personale di Riccardo Sabatino. Un’esperienza intensa che ha permesso ai partecipanti di entrare in contatto con l’animale superando paure iniziali e vivendo un momento di forte coinvolgimento emotivo. La giornata si è conclusa con un pranzo conviviale a base di prodotti tipici locali, musica, racconti e nuovi legami umani, confermando come sport e natura possano diventare strumenti concreti di inclusione sociale e abbattimento delle barriere invisibili.

















