Si è conclusa all’istituto “Giuseppe Salerno” di Gangi la prima edizione del Festival Puc – Piccoli Urbani Connessi, iniziativa ideata per stimolare gli studenti a riflettere sul futuro delle aree interne e sulle opportunità di sviluppo dei territori madoniti. Il tema scelto per questa prima edizione, “Il futuro non è altrove. Difendere i luoghi, custodire il possibile“, ha guidato il lavoro degli studenti nella progettazione di idee e proposte capaci di rispondere alle sfide che caratterizzano i piccoli centri dell’entroterra siciliano.
L’iniziativa, promossa dall’istituto guidato dal dirigente scolastico Ignazio Sauro, nasce dalla convinzione che la scuola possa diventare un vero laboratorio di innovazione territoriale, capace di coinvolgere i giovani nella costruzione di una visione concreta del futuro. Cinque i progetti premiati nel corso della manifestazione. Tra questi “Oro Bianco”, elaborato dalla classe V B del Tecnico Agrario e dedicato alla valorizzazione della filiera lattiero-casearia attraverso la produzione di pecorino di qualità, e “Generazione Pendolare”, realizzato dalla classe III A del Liceo Scientifico, che propone un’applicazione per migliorare la gestione del trasporto scolastico.
Riconoscimenti anche per il progetto di un drive-in cinematografico come spazio culturale e aggregativo ideato dalla classe IV A SIA dell’Istituto Tecnico Economico e per la proposta di una flotta dedicata al trasporto scolastico sviluppata dalla classe I A AFM. Un premio speciale è stato inoltre assegnato agli studenti del corso serale per la qualità delle idee presentate. Particolarmente significativo il percorso avviato da due dei progetti premiati, quelli della IV A SIA e della I A AFM, che hanno ottenuto il sostegno dell’Unione dei Comuni Madonie attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa firmato dal presidente Luigi Iuppa. L’obiettivo è valutarne l’inserimento nella programmazione territoriale, trasformando così le proposte degli studenti in possibili interventi concreti.
Il Festival Puc punta a diventare un appuntamento stabile e un modello di partecipazione giovanile capace di mettere in rete scuola, istituzioni e territorio. Un progetto che guarda anche agli ex studenti delle Madonie che oggi lavorano in Italia e all’estero, con l’obiettivo di creare una comunità di competenze in grado di contribuire allo sviluppo del comprensorio.













