Salvato un raro nibbio bruno sulle Madonie grazie al tempestivo intervento di due naturalisti

Redazione

Cronaca - Il 23 giugno

Salvato un raro nibbio bruno sulle Madonie grazie al tempestivo intervento di due naturalisti
Un esempio virtuoso di collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni

24 Giugno 2026 - 10:16

Un importante intervento di tutela della fauna selvatica ha consentito di salvare un raro esemplare adulto di nibbio bruno (Milvus migrans), rinvenuto in condizioni di forte debilitazione nel territorio delle Madonie. Il rapace è stato individuato da Matteo Orlando, fotografo naturalista e divulgatore scientifico delle Madonie, e da Riccardo Bellisario, medico e fotografo naturalista, durante un’attività di osservazione e monitoraggio nei pressi di un’area boschiva del comprensorio madonita. Accortisi immediatamente delle difficoltà dell’animale, i due hanno constatato che il nibbio era incapace di riprendere il volo a causa di una frattura a un’ala, oltre a presentare evidenti segni di debilitazione. Dopo averlo recuperato e messo in sicurezza, hanno immediatamente attivato la rete di soccorso specializzata.

La segnalazione è stata inoltrata alla Lipu di Caltanissetta, che si è prontamente adoperata per coordinare il recupero dell’esemplare. Fondamentale è stato il rapido intervento del Distaccamento del Corpo Forestale di Caltanissetta, i cui agenti hanno raggiunto il luogo del ritrovamento senza esitazione, prendendo in consegna il rapace e trasferendolo presso il Cras di Ficuzza, dove sarà sottoposto a cure veterinarie specialistiche per il trattamento della frattura e per il suo completo recupero.
L’episodio assume particolare rilevanza dal punto di vista naturalistico. Il nibbio bruno è infatti una specie rara sulle Madonie, dove la sua presenza è generalmente limitata ai periodi migratori o di svernamento. Negli ultimi anni gli avvistamenti sono stati sporadici e la nidificazione della specie risultava assente da molto tempo. Secondo le osservazioni effettuate nel corso della stagione dai due ragazzi che monitorano costantemente il territorio, una coppia di nibbi bruni avrebbe invece deciso di stabilirsi nell’area. Vi sarebbero inoltre concreti indizi che fanno pensare a una nidificazione avvenuta con successo, un evento di grande importanza scientifica e conservazionistica che potrebbe segnare il ritorno della specie come nidificante sulle Madonie dopo anni di assenza.

“La tutela e la conservazione di specie rare come il Nibbio bruno sono fondamentali per garantire la salvaguardia della biodiversità del nostro territorio” – dichiara Matteo Orlando. “Molto spesso il destino di questi animali dipende dall’attenzione di cittadini, fotografi naturalisti, studiosi e volontari che operano sul campo. Monitorare costantemente il territorio significa poter intervenire tempestivamente quando si verificano situazioni di emergenza e contribuire concretamente alla protezione della fauna selvatica”.
Riccardo Bellisario aggiunge: “Io sono originario di Castel Gandolfo, nel Lazio. Ho scoperto le Madonie solo tre anni fa, quando sono arrivato qui per lavoro. Ogni giorno mi rendo conto sempre di più di quanto questa zona sia estremamente ricca dal punto di vista naturalistico. Il mare della Sicilia è famoso in tutta Italia, ma anche le sue montagne e, in particolare, le Madonie meriterebbero la stessa fama”.
Orlando sottolinea inoltre come la presenza costante sul territorio rappresenti una forma concreta di tutela ambientale: “Essere attivi sul campo significa dimostrare un amore autentico e sincero per le Madonie, una terra straordinaria dal punto di vista naturalistico che necessita di attenzione, rispetto e azioni concrete di conservazione. Ogni segnalazione, ogni monitoraggio e ogni intervento possono fare la differenza per la sopravvivenza di specie rare e preziose”.

Il salvataggio del nibbio bruno rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni. La sinergia tra Matteo Orlando e Riccardo Bellisario, la LIPU di Caltanissetta, il Distaccamento del Corpo Forestale di Caltanissetta e il Cras di Ficuzza ha permesso di garantire un futuro a un esemplare appartenente a una specie di grande valore ecologico, confermando ancora una volta l’importanza della vigilanza ambientale e della tutela attiva del patrimonio naturalistico delle Madonie e della Sicilia.

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