Un capannone di 2.700 metri quadrati completamente distrutto, merci e attrezzature ridotte in cenere, danni stimati in circa 8 milioni di euro e 25 lavoratori che saranno temporaneamente collocati in cassa integrazione. È pesantissimo il bilancio dell’incendio che ha colpito l’unità produttiva della Cascino Angelo C. Srl, storica azienda attiva dal 1945. A raccontare le drammatiche ore vissute dall’impresa è stato l’amministratore Nicola Cascino, intervistato da Tgs davanti a ciò che resta della struttura. L’ingrosso, specializzato nei settori della ferramenta, del giardinaggio e della termoidraulica, era stato trasferito nell’attuale sede circa sette-otto anni fa, dopo una lunga permanenza a Termini Imerese.
Secondo quanto ricostruito da Cascino, le prime segnalazioni sono arrivate intorno alle 11.30, quando alcune persone hanno avvertito l’azienda della presenza di un incendio sviluppatosi nei pressi dell’autostrada. Alimentate dal forte vento e dalle elevate temperature, le fiamme si sono rapidamente propagate verso i capannoni dell’area. “Sono state colpite inizialmente le strutture più a monte, vicine alla nostra, che hanno subito danni notevoli – ha spiegato Cascino ai microfoni di Tgs – Il nostro capannone, però, è stato raggiunto in maniera particolarmente pesante”. I responsabili e i dipendenti dell’azienda hanno tentato di contrastare l’avanzata del fuoco utilizzando le riserve idriche disponibili, ma senza riuscire a fermare le fiamme. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco, impegnate per ore nelle operazioni di spegnimento.
“Sono state utilizzate diverse centinaia di migliaia di litri d’acqua, ma non è stato possibile domare completamente l’incendio, che è proseguito anche durante la notte”, ha aggiunto l’amministratore. All’interno dell’edificio erano custoditi materiali, merci e attrezzature professionali. Il fuoco ha distrutto praticamente ogni cosa. La prima quantificazione economica, comprendendo sia l’investimento effettuato sulla struttura sia il valore dei prodotti presenti nel magazzino, si aggira intorno agli 8 milioni di euro. L’azienda è coperta da assicurazione, ma resta ancora da comprendere quale sarà l’entità effettiva dell’indennizzo e, soprattutto, quali saranno i tempi necessari per la ricostruzione e la ripresa dell’attività.
La conseguenza più immediata riguarda i 25 dipendenti impiegati nell’unità produttiva colpita. In assenza delle condizioni per proseguire il lavoro, l’impresa dovrà fare ricorso alla cassa integrazione. “Non siamo nelle condizioni di ripartire e al momento non sappiamo quanto tempo sarà necessario – ha dichiarato Cascino – In 81 anni di attività non avevamo mai vissuto un evento così drammatico. È la prima volta che io, i miei tre fratelli e tutti i nostri collaboratori ci troviamo ad affrontare una situazione del genere”. La Cascino conta complessivamente circa 200 dipendenti ed è presente anche in altri settori, ma la distruzione dell’ingrosso rappresenta comunque un colpo durissimo per l’intero gruppo.
Sull’origine dell’incendio, l’amministratore invita alla prudenza. Tra le possibili cause potrebbe esserci anche un gesto imprudente, come una sigaretta gettata dall’autostrada, ma non viene esclusa alcuna ipotesi. “Non voglio accusare nessuno e non sono in grado di dire se vi siano state attività dolose – ha precisato – Con il caldo di questi giorni sarebbe potuta bastare anche una cicca di sigaretta per innescare le fiamme”. Cascino ha però sollevato il tema della manutenzione delle aree adiacenti all’autostrada, richiamando l’attenzione sulla necessità di una maggiore pulizia e cura della vegetazione da parte degli enti competenti, a cominciare dall’Anas. “Gli spazi intorno al nostro capannone sono molto ampi, ma nonostante questo il fuoco è riuscito ad arrivare direttamente all’interno dell’edificio”. Grande lo sconforto tra i lavoratori, che si sono immediatamente messi a disposizione dell’azienda. Cascino ha annunciato un’assemblea con tutti i dipendenti per fare il punto sulla situazione e illustrare le prime misure che saranno adottate: “Cercheremo di stare loro vicini e di salvaguardare al massimo tutti i posti di lavoro”, ha concluso l’amministratore nell’intervista rilasciata a Tgs.




