Piano Battaglia, cani da catturare e trasferire in canile: Cuore Animale chiede la revoca dell’ordinanza

Redazione

Cronaca - La richiesta al sindaco Polito

Piano Battaglia, cani da catturare e trasferire in canile: Cuore Animale chiede la revoca dell’ordinanza
Presentata una formale istanza di revoca in autotutela dell’ordinanza sindacale

12 Agosto 2026 - 10:12

L’associazione Cuore Animale chiede al Comune di Petralia Sottana di revocare l’ordinanza che dispone la cattura di sette cani vaganti presenti a Piano Battaglia attraverso l’utilizzo, se necessario, di un fucile anestetico e il successivo trasferimento in canile. L’Ente del Terzo Settore ha presentato una formale istanza di revoca in autotutela dell’ordinanza sindacale numero 75 del 5 agosto 2026, annunciando la possibilità di ricorrere alle vie giudiziarie qualora il provvedimento dovesse rimanere in vigore.

L’istanza è stata indirizzata al sindaco di Petralia Sottana Pietro Polito e trasmessa per conoscenza anche alla Prefettura di Palermo, al Servizio veterinario dell’Asp, all’Ente Parco delle Madonie, ai Carabinieri e al Corpo Forestale della Regione Siciliana. Al centro della contestazione ci sono le modalità previste per la cattura dei sette cani segnalati nell’area di Piano Battaglia e, più in generale, secondo l’associazione, i presupposti utilizzati per giustificare il provvedimento.

“Comprendiamo le preoccupazioni dei residenti, ma desideriamo rassicurare la cittadinanza: la presenza di questi cani non costituisce un’emergenza di pubblica incolumità”, sostiene Cataldo Paradiso, presidente e legale rappresentante di Cuore Animale. Si tratta della posizione dell’associazione, che contesta l’esistenza dei presupposti per ricorrere a una misura urgente e sostiene che non vi sarebbero verbali ufficiali in grado di attestare comportamenti aggressivi da parte degli animali.

Contestato l’utilizzo del fucile anestetico

Uno dei punti principali riguarda la telenarcosi, cioè la possibilità di sedare gli animali a distanza attraverso un fucile anestetico. Secondo l’ufficio legale di Cuore Animale, il ricorso a questa procedura sarebbe sproporzionato rispetto alla situazione descritta e dovrebbe essere riservato a circostanze nelle quali non siano praticabili modalità alternative di cattura.

L’associazione sostiene inoltre che, prima dell’ordinanza, sarebbero dovuti essere effettuati sopralluoghi e attività di monitoraggio insieme ai servizi veterinari e ad altri soggetti competenti, così da verificare il comportamento dei sette cani e valutare le possibili soluzioni. Tra le contestazioni avanzate figura anche il ruolo dell’Ente Parco delle Madonie, che secondo Cuore Animale avrebbe dovuto essere coinvolto nella gestione della vicenda.

L’ipotesi dell’abbandono dei sette cani

L’associazione solleva anche un’altra questione sulla provenienza degli animali. La presenza contemporanea di sette cani, indicati come maremmani, potrebbe essere secondo Cuore Animale conseguenza di un abbandono.

Al momento si tratta di un’ipotesi avanzata dall’associazione e non di una circostanza accertata. Proprio per questo Cuore Animale chiede a Corpo Forestale e Carabinieri di svolgere verifiche per ricostruire come gli animali siano arrivati a Piano Battaglia.

“Sospettiamo che la presenza improvvisa di ben sette maremmani sia il frutto di un grave atto di abbandono di massa”, afferma Paradiso, chiedendo che vengano effettuati accertamenti.

L’associazione si oppone infine alla prospettiva del trasferimento permanente degli animali in canile e chiede al Comune di valutare soluzioni alternative attraverso monitoraggio e gestione sul territorio. La richiesta adesso è rivolta al sindaco Pietro Polito affinché proceda alla revoca in autotutela dell’ordinanza. In assenza di un passo indietro dell’amministrazione, Cuore Animale ha annunciato l’intenzione di rivolgersi all’autorità giudiziaria.

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