Medaglia d’onore alla memoria al soldato gangitano Giuseppe Ciappina: “Il suo no ai nazisti”

Redazione

Cronaca - La cerimonia a Palermo

Medaglia d’onore alla memoria al soldato gangitano Giuseppe Ciappina: “Il suo no ai nazisti”

22 Settembre 2026 - 09:53

Nella sala cerimoniale di Villa Whitaker, sede della Prefettura di Palermo, si è tenuta ieri mattina la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi, ricorrenza nazionale dedicata ai militari e ai civili deportati nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943 e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Nel corso della cerimonia, il Prefetto Massimo Mariani ha consegnato le Medaglie d’Onore alla memoria ai familiari degli insigniti. All’iniziativa hanno preso parte le massime autorità civili e militari della provincia.

Tra le onorificenze conferite, una è stata assegnata alla memoria del soldato Giuseppe Ciappina, nato a Gangi il 20 febbraio 1913. Alla cerimonia era presente il sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, che ha accompagnato la famiglia nel giorno del riconoscimento, sottolineando il valore civile della testimonianza del militare madonita. “La storia di Giuseppe Ciappina è parte della nostra comunità e della memoria civile del Paese – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Ferrarello – Il suo rifiuto di collaborare con il nazismo e la prigionia subita per difendere la dignità militare rappresentano un esempio che continua a parlare alle nuove generazioni”.

Richiamato alle armi nel settembre 1939 e assegnato al 3° Reggimento Fanteria “Piemonte”, Ciappina parte nel novembre 1940 per il fronte greco‑albanese. Nel 1942 contrae la malaria terzana recidiva, riconosciuta come dipendente da causa di servizio dopo vari ricoveri negli ospedali militari di Patrasso, Cesenatico e Igea Marina. Rientra in servizio nell’ottobre dello stesso anno. Il 9 settembre 1943, in territorio albanese, viene catturato dalle truppe tedesche. Rifiuta la collaborazione con l’occupante e assume lo status di Internato Militare Italiano (IMI). Deportato in Germania, viene destinato al lavoro coatto nel campo di concentramento e lavoro Stalag III D di Berlino, dove rimane prigioniero fino al 1945. Liberato al termine del conflitto, rientra in Italia il 15 agosto 1945, passando dal Centro di Raccolta n. 3 di Bologna. La Commissione per l’interrogatorio dei reduci dalla prigionia certifica, il 19 novembre 1945, che non è venuto meno alle leggi dell’onore militare, concedendogli il congedo illimitato.

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