Sono numerosi i comuni delle Madonie e del comprensorio che beneficeranno del piano della Regione Siciliana per la distribuzione di nuovi defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) nei centri con meno di 5 mila abitanti. Nell’elenco figurano Alia, Alimena, Aliminusa, Blufi, Bompietro, Caltavuturo, Castellana Sicula, Collesano, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Lascari, Montemaggiore Belsito, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Sciara, Scillato e Sclafani Bagni.
Un intervento particolarmente importante per le aree interne e montane, dove le distanze dai principali presidi ospedalieri possono incidere sui tempi di intervento nelle situazioni di emergenza. La disponibilità di un defibrillatore in un luogo facilmente accessibile può infatti rivelarsi determinante in caso di arresto cardiaco, quando la rapidità dei soccorsi rappresenta un fattore decisivo. Complessivamente sono 202 i defibrillatori che l’assessorato regionale della Salute ha destinato ai Comuni siciliani con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. La prima tranche della distribuzione ha già riguardato le province di Palermo e Trapani, con i sindaci chiamati a ritirare i dispositivi che saranno successivamente collocati in punti strategici e facilmente raggiungibili dalla popolazione. Nei prossimi giorni il piano proseguirà fino a interessare tutti i Comuni siciliani che possiedono i requisiti previsti.
“Garantiamo interventi tempestivi e salvavita – ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso – anche nelle realtà demografiche più piccole. La misura risponde alla necessità cruciale di ridurre i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco improvviso, una condizione in cui ogni minuto è decisivo per la sopravvivenza”. Una necessità che assume un significato ancora maggiore nei piccoli borghi delle Madonie, caratterizzati in molti casi da una notevole distanza dai grandi centri ospedalieri e da una popolazione anziana particolarmente consistente. “Dotare capillarmente i piccoli borghi di presidi medico-sanitari di primo soccorso – ha aggiunto Caruso – rappresenta una risposta concreta alle criticità legate alle distanze dai grandi nodi ospedalieri. L’iniziativa, accolta con favore dai sindaci, rafforza la collaborazione diretta tra la Regione e le amministrazioni locali e innalza i livelli di sicurezza sanitaria per migliaia di cittadini”.
Il progetto non si limiterà alla consegna delle apparecchiature. Alla distribuzione dei DAE sarà infatti affiancata un’attività di formazione del personale non medico destinato a utilizzare i dispositivi. I corsi saranno curati dal personale specializzato delle Centrali operative del 118 della Regione Siciliana. L’obiettivo è quindi creare nei piccoli centri una rete di primo intervento più capillare, mettendo a disposizione delle comunità strumenti che, utilizzati tempestivamente e correttamente, possono fare la differenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi.




