Potremmo dire ci risiamo. Ogni anno a Piano Battaglia la neve arriva. Puntuale. Ma quello che continua a mancare, invece, è un sistema capace di reggerla. Anche quest’anno il copione è lo stesso: entusiasmo iniziale, annunci rassicuranti e poi la realtà che presenta il conto sotto forma di impianti chiusi, strade bloccate e turisti lasciati ad aspettare. La vicenda del bando annullato per la mancanza di personale (leggi qui) non è un dettaglio burocratico, ma il simbolo di una gestione inadeguata. Pubblicare una selezione il primo gennaio, con appena cinque giorni di tempo, significa non conoscere – o fingere di non conoscere – i meccanismi minimi di una programmazione seria. Il risultato è l’ennesimo stop alla stagione sciistica, mentre la neve cade e si scioglie senza che nessuno riesca davvero a sfruttarla.
Ma il problema va oltre gli impianti. I disagi alla viabilità registrati domenica scorsa dimostrano ancora una volta delle carenze organizzative. Vero è che sul piano delle investimenti sono stati fatti dei passi avanti con l’acquisto, nel febbraio dell’anno scorso, di due nuovi mezzi spalaneve e di un bobcat, frutto di una strategica collaborazione tra i comuni di Collesano, Polizzi Generosa, Petralia Sottana e Isnello ma, per un motivo o per l’altro, il dato di fatto è stata la chiusura di entrambe le strade di accesso a Piano Battaglia per gran parte della mattinata. Scene che si ripetono da anni e che allontanano chi vorrebbe vivere la montagna come un’occasione di svago, non come una prova di resistenza.
Piano Battaglia continua a essere raccontata come un potenziale polo turistico invernale, ma il potenziale, senza organizzazione, resta solo una parola buona per i comunicati stampa. Una località turistica non si improvvisa quando arriva la neve: si costruisce con programmazione, servizi efficienti, personale formato e infrastrutture adeguate. Tutto ciò che, puntualmente, manca. Finché il sistema resterà questo – fragile, emergenziale, incapace di prevenire problemi ampiamente prevedibili – Piano Battaglia non potrà mai diventare una vera destinazione turistica. Sarà, al massimo, una cartolina invernale buona per qualche foto e per l’ennesima polemica social. La neve, da sola, non crea sviluppo. Senza una visione chiara e una gestione all’altezza, Piano Battaglia continuerà a ripartire ogni anno da zero. E, forse, il problema non è che la montagna non funzioni, ma che nessuno abbia davvero deciso di farla funzionare.




