A pochi giorni dalla nota dell’Assessorato regionale delle Autonomie locali, che ha ordinato la convocazione del Consiglio Comunale di Alimena, di fatto sconfessando l’ordinanza sindacale con la quale il primo cittadino Giuseppe Scrivano dichiarava decaduto organo assembleare, Alimena si risveglia in un limbo politico di assolute incertezze.
LE ULTIME DIMISSIONI
Fra ieri e oggi, ad aggiungersi al burrascoso mandato amministrativo di Alimena sono arrivate le dimissioni degli assessori Marisa Guarrera e Domenico Di Maggio, anche vice sindaco. “La decisione, maturata dopo un’attenta e sofferta riflessione – ha detto l’ormai ex assessore Guarrera – nasce dal fatto che sono venuti meno i presupposti necessari per proseguire il mio incarico con serenità ed efficacia. Ritengo infatti che non sussistano più le condizioni per un confronto costruttivo e un dialogo orientato al bene del Paese, sostituiti ormai da continui scontri che rendono impossibile portare avanti un lavoro condiviso e responsabile. Ho sempre svolto questo ruolo con impegno, senso delle istituzioni e spirito di servizio, mettendo al centro esclusivamente l’interesse della comunità. Desidero ringraziare sinceramente tutti gli elettori che mi hanno accordato la loro fiducia e mi hanno permesso di lavorare per il bene del Paese in questi anni, così come coloro che hanno collaborato con me nel percorso amministrativo”. Addio notificato anche dall’ormai ex “braccio destro” del numero uno di “Noi siamo Alimena”: “Ritengo che non ci siano più i presupposti per lavorare insieme – chiosa Di Maggio – nonostante abbia sempre svolto il mio ruolo per il bene di tutta la comunità, sono venute a mancare le condizioni necessarie nel proseguire il mio operato serenamente e con spirito di servizio e dedizione”.
LE ELEZIONI DEL 2023 E LE SURROGHE IN CONSIGLIO COMUNALE
Per comprendere l’intricata vicenda in cui si trova il Consiglio comunale di Alimena è utile fare un passo indietro. Durante la campagna elettorale del 2023, che poi incoronò sindaco Giuseppe Scrivano, l’attuale primo cittadino designò assessori in prima battuta Giovanni Di Gangi, nominato anche vicesindaco, e Gino Macaddino (entrambi erano anche candidati in Consiglio Comunale). Nel consesso cittadino furono eletti per il gruppo di maggioranza “Noi siamo Alimena”, oltre ai due assessori (Di Gangi e Maccadino), anche Pietro Scelfo (eletto presidente del Consiglio) Marisa Guarrera, Maria Grazia Stella, Alessia D’Angelo e Vanessa Iannello. Le ultime due si dimisero subito dopo da consigliere e vennero nominate assessori. Al loro posto, tra gli scranni dell’aula consiliare, entrarono i primi tra i due non eletti, Domenico Macaluso e Lorella Furca. Tra i banchi della minoranza risultarono eletti il candidato sindaco perdente Rosario Musso, Arianna D’Anna e Maddalena Mascellino. Dopo qualche mese dall’elezione Domenico Macaluso si dimise per incompatibilità dal Consiglio comunale, sostituito dalla terza ed ultima dei non eletti, Sara Geraci.
Intanto continuano le turbolenze in giunta: Nel febbraio del 2024, gli assessori Giovanni Di Gangi e Gino Macaddino lasciano la maggioranza, e quindi la Giunta municipale, ma rimangono in Consiglio comunale, ormai all’opposizione. Scrivano nomina assessori al loro posto Domenico Di Maggio e Marisa Guarrera. Nel febbraio del 2025 si dimette da assessore anche Alessia D’Angelo, ufficialmente per motivi di “carattere etico, politico e personale”. Al suo posto, solo nell’ottobre del 2025, Scrivano nomina in giunta Maddalena Mascellino, che era stata eletta in Consiglio con il gruppo di opposizione “Alimena Unita”. Nel febbraio dello scorso anno, anche il consigliere Lorella Furca rassegna le dimissioni e non essendoci più candidati tra i non eletti nella lista “Noi Siamo Alimena” non ci fu nessuna surroga.
Il 31 ottobre del 2025 anche la consigliera di minoranza Arianna D’Anna si dimette, ma la surroga non verrà mai deliberata. Una prima volta per mancanza del numero legale del Consiglio Comunale che era stato appositamente convocato e, successivamente, a causa di ripetuti rinvii dell’inserimento nell’ordine del giorno della surroga, in attesa che, il Tar prima e il Consiglio di giustizia amministrativa poi, facessero luce su un’altra intricata vicenda, quell’elezione del presidente del Consiglio, di fatto poi ritenuta illegittima. Di fatto a novembre del 2025 il Consiglio comunale di Alimena si ritrova con 8 consiglieri in carica su 10.
Nel dicembre del 2025, arrivano altre dimissioni, quelle dei consiglieri Marisa Guarrera e Maria Grazia Stella (il 23 dicembre) e Pietro Scelfo (il 29 dicembre) tutti e tre eletti nella lista “Noi siamo Alimena”, quindi non più surrogabili, e quelle di Maddalena Mascellino (il 28 dicembre) eletta nella lista “Alimena Unita” tecnicamente surrogabile ma, in assenza di un presidente del Consiglio comunale (quello in carica – Pietro Scelfo – si era intanto dimesso) nessuno convoca l’adunata. Pochi giorni dopo il “colpo di scena”: con un’ordinanza sindacale, il primo cittadino dichiara decaduto il Consiglio.
La delibera del sindaco viene esaminata e (di fatto) respinta dall’Assessorato regionale delle Autonomie locali che, con una nota del 16 gennaio scorso, intima il Consigliere anziano, Giovanni Di Gangi, di convocare il Consiglio comunale per procedere con le surroghe “possibili”. Cioè quelle degli ex consiglieri D’Anna e Mascellino, eletti nella lista “Alimena Unita”. Il consigliere Giovanni Di Gangi convoca il Consiglio comunale per oggi, 26 gennaio, alle ore 21.00. Il primo cittadino rispedisce al mittente la richiesta, etichettando il provvedimento dell’Assessorato regionale come “mero parere non chiaro e di carattere non vincolante”:
“Vista l’ordinanza mai revocata – si legge nell’ultima determina sindacale firmata da Scrivano – che fa divieto agli ex consiglieri comunali di agire come se fossero ancora in carica e ai dirigenti e dipendenti comunali di osservare fedelmente la presente ordinanza e ritenuto che il numero dei consiglieri comunali è sceso al di sotto della metà, non si può procedere all’apertura del Consiglio comunale in quanto non si dispone più del numero legale e si determina di considerare non valida la richiesta di convocazione pervenuta”.
“Il Consiglio rimane convocato – hanno commentato i consiglieri Gino Macaddino, Giovanni Di Gangi e Sara Geraci – saremo regolarmente presenti”. Ancora incerta, invece, la presenza del leader di “Alimena Unita”, Rosario Musso. Ma rimane il grande quesito: i consiglieri riusciranno ad accedere all’aula consiliare o, avendo il sindaco “le chiavi” degli immobili comunali, troveranno la porta chiusa? Su questo punto vi aggiorneremo.
COSA DICE LA NORMATIVA
La decadenza del Consiglio comunale si verifica solo nel caso di dimissioni contestuali della maggioranza assoluta dei consiglieri, ovvero almeno la metà più uno (cioè 5+1 nel caso di Alimena). È vero che anche le dimissioni di almeno la metà dei consiglieri possano condurre allo scioglimento, ma solo nel caso in cui non sia possibile procedere alla surroga dei dimissionari. Circostanza che non sembra ricorrere nel caso di Alimena, considerato che le consigliere Arianna D’Anna e Maddalena Mascellino, provengono dalla lista di minoranza. Le loro dimissioni, secondo quanto previsto dall’ordinamento degli enti locali, rendono obbligatoria le rispettive surroghe. Al loro posto, pronti a subentrare Salvatore Scelfo e Massimiliano Cipriano. “In caso di mancato adempimento – si legge nella nota firmata dal responsabile Francesco Riela e il dirigente del servizio Monica Tardo – decorso infruttuosamente il termine assegnato sarà attivata la procedura sostitutiva mediante la nomina di un Commissario ad acta con onere a carico del bilancio comunale”.
Quindi, a meno che non ci sia un “dietro front” da parte dell’Assessorato regionale (auspicato da Scrivano che ha pubblicamente invitato Schifani a pronunciarsi sul merito) la strada sembra segnata: Se questa sera non dovesse celebrarsi il Consiglio Comunale, l’assessorato nominerà un commissario ad acta. Costui provvederà alla surroga riportando a 6 il numero di consiglieri comunali in carica: Di Gangi, Maccadino, Geraci, Musso e, in esito alla surroga, Cipriano e Scelfo Salvatore. Da quel momento in poi il Consiglio comunale avrà nuovamente il numero di componenti minimo previsto dalla legge ma, per tornare ad assolvere regolarmente alle sue funzioni, rimane da risolvere l’altra intricata vicenda, quella dalla Presidenza del Consiglio comunale.




