Si apre un nuovo capitolo nell’intricata vicenda politica del Comune di Alimena: lo scontro totale tra il primo cittadino di Alimena Giuseppe Scrivano e l’ex assessore e consigliere Marisa Guarrera. Dopo il recente addio alla Giunta, “maturato dopo un’attenta e sofferta riflessione”, proprio la già delegata in materia di Turismo, è tornata sul congedo dal Consiglio avvenuto lo scorso dicembre. Marisa Guarrera afferma che le dimissioni le sarebbero state fatte firmare dallo stesso Scrivano e che non sarebbero state presentate al protocollo da lei personalmente. “Le dimissioni non sono state una mia libera scelta – accusa Marisa Guarrera – il sindaco è venuto a casa mia facendomi firmare le dimissioni dicendomi che ormai mancava solo la mia firma e che il Consiglio fosse ormai già decaduto”. In realtà le dimissioni del consigliere Marisa Guarrera, arrivarono il 23 dicembre scorso, contestualmente a quelle di Maria Grazia Stella, seguite da quelle di Maddalena Mascellino, il 28 dicembre, e Pietro Scelfo, il 29 dicembre.
A tenere banco c’è anche la questione protocollazione: “E’ stato il primo cittadino a depositare il documento negli appositi uffici comunali senza la mia presenza” ha affermato Marisa Guarrera. Se ciò risultasse vero, il provvedimento risulterebbe formalmente non valido, in quanto, secondo quanto stabilito dalla legge, le dimissioni dalla carica di consigliere devono essere consegnate personalmente al Protocollo dell’ente e assunte immediatamente. “Procedura eseguita correttamente” si limita ad affermare il sindaco Giuseppe Scrivano che, sulla questione, non ha voluto aggiungere altro. Se la circostanza raccontata da Guarrera sulla protocollazione delle sue dimissioni fosse vera si aprirebbe anche una delicata questione di responsabilità per gli addetti all’ufficio protocollo che avrebbero dovuto rifiutarsi di registrare il documento. Intanto si attende una decisione da parte dell’Assessorato regionale delle Autonomie locali, dopo che lo stesso primo cittadino ha dichiarato decaduto il Consiglio comunale, impedendone l’adunanza per effettuare la surroga dei consiglieri dimessi.




