La stagione del Liverpool continua a non decollare

Redazione

Sport - Premier League

La stagione del Liverpool continua a non decollare
La sconfitta casalinga contro il Manchester City, arrivata in un finale caotico e doloroso, è stata l’istantanea perfetta di una stagione sotto le aspettative

18 Febbraio 2026 - 16:43

A metà campionato il Liverpool si ritrova in una posizione che, per una squadra reduce da un titolo e costruita per restare stabilmente ai vertici, suona come un campanello d’allarme. I Reds sono scivolati fino al sesto posto e il distacco dalle prime è diventato troppo ampio per essere liquidato come una semplice “fase” fisiologica. La sconfitta casalinga contro il Manchester City, arrivata in un finale caotico e doloroso, è stata l’istantanea perfetta di una stagione sotto le aspettative: momenti di qualità, sì, ma anche fragilità, errori e un senso di precarietà che non appartiene a una squadra con ambizioni da élite.

Dal dominio della scorsa stagione alle difficoltà attuali

Il punto non è tanto perdere uno scontro diretto — evento che può capitare anche alle migliori — quanto il “come” e il “quando”. Contro il City, il Liverpool è passato dal vantaggio a un ko maturato con una gestione difensiva rivedibile e un episodio pesante nel recupero. Più che la singola decisione arbitrale o l’errore individuale, colpisce la difficoltà nel controllare le fasi finali delle partite, un aspetto che negli anni migliori era invece uno dei marchi di fabbrica dei Reds.

I numeri recenti raccontano una storia poco incoraggiante: una sola vittoria nelle ultime settimane di Premier League e una rincorsa alla zona Champions che si complica di giornata in giornata. Non si tratta più di un momento isolato, ma di un andamento che segnala un problema strutturale, soprattutto in termini di continuità e gestione dei momenti chiave.

Tutta la crisi, dalle fragilità difensive alle problematiche strutturali

Se l’attacco alterna fiammate di qualità a lunghi tratti di sterilità, è soprattutto la fase difensiva a destare preoccupazione. Il Liverpool concede troppo, soprattutto quando è in vantaggio o quando la partita richiede controllo più che intensità. Le disattenzioni sulle seconde palle, le marcature perse nei finali e una linea che spesso appare poco sincronizzata hanno già inciso su diversi risultati.

Il tema degli infortuni pesa e non può essere ignorato. L’assenza prolungata di alcuni elementi chiave ha costretto lo staff tecnico a continui aggiustamenti, con cambi di ruolo e soluzioni d’emergenza che, alla lunga, compromettono automatismi e sicurezza. In una stagione così compressa, ogni stop diventa un moltiplicatore di problemi: non solo per chi manca, ma per chi è costretto a giocare sempre, spesso oltre il limite.

Una squadra che non sa gestire i momenti decisivi

Un’altra criticità evidente è la gestione dei finali di gara. Diverse partite sono sfuggite di mano negli ultimi minuti, non tanto per inferiorità tecnica quanto per mancanza di lucidità e organizzazione. La sensazione è quella di una squadra che, quando le energie calano, non riesce a rallentare il ritmo né a “sporcare” la partita in modo intelligente.

Qui entra in gioco anche l’aspetto mentale. Il Liverpool sembra soffrire la pressione di dover sempre proporre un calcio ad altissima intensità, anche quando il contesto suggerirebbe soluzioni più pragmatiche. La fatica accumulata, fisica e psicologica, emerge proprio nei momenti in cui servirebbe maggiore freddezza.

Grandi segnali di tensione

La stagione sotto tono si riflette anche nella disciplina. Cartellini evitabili, proteste e interventi fuori tempo sono spesso il sintomo di una squadra che sente il peso delle aspettative. Ogni espulsione o squalifica diventa un problema aggiuntivo in una rosa già messa alla prova dagli infortuni, costringendo a ulteriori rotazioni e adattamenti.

Questo nervosismo non è solo una questione di comportamento, ma incide direttamente sulla preparazione delle partite successive, riducendo le opzioni e aumentando il carico su chi resta disponibile.

La situazione in Premier League

Quando una squadra passa dal ruolo di dominatrice a quello di inseguitrice, la percezione cambia rapidamente. In Premier League ogni passo falso viene amplificato e anche per il Liverpool non fa eccezione. La corsa al titolo è ormai lontana, mentre quella per un posto tra le prime quattro è diventata una battaglia complessa e logorante. Le quote sulla premier league disponibili online infatti sottolineano come sia molto difficile per il Liverpool arrivare alle posizioni di vertice in quest’annata.

Il Liverpool continua a mostrare tratti del suo calcio migliore: intensità, pressing alto, qualità individuale. Tuttavia, manca una versione alternativa altrettanto efficace. Quando il piano principale non funziona — per stanchezza, per assenze o per avversari ben organizzati — la squadra fatica a trovare soluzioni diverse.

In passato, i Reds riuscivano a vincere anche partite “sporche”, grazie a solidità e gestione. In questa stagione, invece, le difficoltà contro squadre chiuse o aggressive stanno emergendo con maggiore frequenza, alimentando la sensazione di incompiutezza.

Realtà e pragmatismo

Guardando avanti, il Liverpool deve affrontare la realtà con pragmatismo. La priorità non è più inseguire traguardi ambiziosi sulla carta, ma ricostruire certezze: ridurre errori evitabili, recuperare uomini e ritrovare un equilibrio che permetta di gestire le partite con maggiore maturità.

La stagione non è compromessa in modo definitivo, ma il margine d’errore è ormai minimo. Per tornare davvero all’altezza del proprio status, il Liverpool dovrà ritrovare continuità, lucidità e solidità, come fatto per esempio dal Chelsea dopo l’esonero di Maresca. In Premier League, senza queste basi, anche il talento più brillante rischia di restare incompiuto. Foto di form PxHere

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