“Riabitare il Sud”, le Alte Madonie tra le aree ammesse alla seconda fase del bando nazionale

Andrea Rinaldi

Cronaca - Su 57 candidature presentate

“Riabitare il Sud”, le Alte Madonie tra le aree ammesse alla seconda fase del bando nazionale
L’iniziativa sperimentale che punta a contrastare lo spopolamento nei piccoli comuni del Mezzogiorno.

25 Febbraio 2026 - 13:47

C’è anche il comprensorio delle Alte Madonie tra i territori selezionati dalla Fondazione con il Sud per accedere alla seconda fase del bando “Riabitare il Sud”, l’iniziativa sperimentale che punta a contrastare lo spopolamento nei piccoli comuni del Mezzogiorno. Su 57 candidature presentate, capaci di coinvolgere complessivamente 260 comuni e 204 enti del Terzo Settore, solo quattro aree sono state ammesse alla fase successiva. Tra queste figura un territorio composto da sette comuni madonitiPetralia Soprana, Gangi, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Blufi, Geraci Siculo e Castellana Sicula – per un bacino complessivo di poco più di 19 mila abitanti.

Il bando mette a disposizione 8 milioni di euro, destinati a quattro territori del Sud Italia che comprendano almeno tre comuni confinanti, con una popolazione complessiva non superiore ai 20 mila abitanti e con la presenza attiva di un SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione). Oltre alle Alte Madonie, sono stati selezionati un’area della Locride in Calabria, una del Cilento in Campania e un comprensorio del Sannio in provincia di Benevento.

L’obiettivo dell’iniziativa è ambizioso: promuovere percorsi di rigenerazione demografica e sociale, rendendo i territori più attrattivi per chi sceglie di restare, tornare o trasferirsi al Sud. Il presidente della Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio, ha sottolineato come la partecipazione sia stata significativa nonostante i criteri stringenti, evidenziando la volontà dei territori di costruire alleanze tra enti pubblici e privato sociale per immaginare un futuro diverso dallo spopolamento.

Il percorso del bando si sviluppa in due fasi. La prima, appena conclusa, ha previsto la presentazione di una manifestazione di interesse con l’indicazione di una strategia pluriennale di rilancio e delle azioni da avviare nel breve e medio periodo. Nella seconda fase, che ora si apre per le quattro aree selezionate, verrà costituito un gruppo di coordinamento territoriale composto dai referenti locali e dai collaboratori della Fondazione, con il supporto di consulenti esperti. I progetti esecutivi dovranno essere definiti e approvati entro la fine del 2026.

“Riabitare il Sud” rientra tra le principali azioni del piano triennale 2025-2027 della Fondazione con il Sud. Un programma che nasce dalla consapevolezza di un dato ormai strutturale: tra il 2001 e il 2023 il Mezzogiorno ha perso circa 730 mila residenti. Le proiezioni demografiche indicano che, nello scenario medio, entro il 2080 il Sud potrebbe perdere fino a 8 milioni di abitanti, con un calo che colpirebbe in particolare le fasce più giovani. Per le Alte Madonie si apre dunque una fase decisiva. La sfida non è soltanto invertire la curva dello spopolamento, ma costruire nuove opportunità di sviluppo, rafforzare i servizi e rendere i borghi montani luoghi in cui sia possibile progettare il proprio futuro.

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