Castelbuono, il pasticcio delle dimissioni di Prisinzano infuoca il clima politico

Redazione

Politica - Consiglio comunale

Castelbuono, il pasticcio delle dimissioni di Prisinzano infuoca il clima politico
Il caso ha generato un duro scambio di accuse tra il movimento Democratici per Castelbuono e il gruppo politico Costituente per Castelbuono

16 Marzo 2026 - 16:49

A Castelbuono si infiamma il confronto politico attorno al “pasticcio” delle dimissioni del consigliere comunale Domenico Prisinzano e alla conseguente procedura di surroga in Consiglio. Il caso ha generato un duro scambio di accuse tra il movimento Democratici per Castelbuono e il gruppo politico Costituente per Castelbuono, che offrono letture opposte dei fatti.

Il nodo delle dimissioni e della surroga

La vicenda nasce dalla presentazione delle dimissioni da parte del consigliere Prisinzano che le ha notificate tramite la propria PEC alla PEC del Presidente del Consiglio Comunale “per motivi personali”. Successivamente, però, lo stesso consigliere ha comunicato un cambio di posizione, sostenendo la presenza di un vizio di forma e dichiarando di considerare nulle le dimissioni presentate, riservandosi eventualmente di ripresentarle in un secondo momento. In effetti, secondo la normativa vigente, il vizio di forma sussiste: le dimissioni, per essere valide, vanno presentate personalmente presso l’ufficio protocollo del Comune dal consigliere dimissionario. Ma questa circostanza, che non è un dettaglio, apre il fronte di un altro pasticcio, che riguarda sempre il gruppo di minoranza, cioè le dimissioni dell’ex consiglieri Morici, (che si era dimessa con le stesse identiche modalità di Prisinzano) e la successiva surroga del consigliere Aquilino, tanto che il gruppo Democratici per Castelbuono chiede ai “rivali” della Costituente se Aquilino sieda tra i banchi dell’opposizione in modo “abusivo”?

Il perché del dietro front di Prisinzano

Ma perché il consigliere Prisinzano è tornato sui suoi passi? Il motivo, secondo i Democratici per Castelbuono (non smentito dalla Costituente) è dovuto a una “svista” del gruppo di minoranza. Al posto di Prisinzano sarebbe dovuto entrare in Consiglio comunale l’ingegnere Nicola Raimondo che però ha in corso un incarico di lavoro con il Comune, il che determina una causa di incompatibilità con la carica di Consigliere comunale. Circostanza che è evidentemente sfuggita all’attenzione sia di Prisinzano che di Raimondo, ma anche degli altri colleghi consiglieri del gruppo di minoranza che comunque minimizza il fatto: “Si tratta di un impedimento momentaneo – si legge in una nota della Costituente – destinato a risolversi in pochi giorni, ma che avrebbe potuto compromettere l’immediato insediamento o, in caso di dimissioni dall’incarico professionale, la tempistica di conclusione dei lavori con possibilità di difficoltà per l’ente comunale.”

La posizione dei Democratici per Castelbuono

In un intervento pubblico, il movimento Democratici per Castelbuono ha espresso una dura critica nei confronti della Costituente, accusandola di avere ostacolato o rallentato la procedura di surroga prevista dalla legge. Secondo i Democratici, di fronte a dimissioni formalmente presentate e valide, il Consiglio comunale avrebbe dovuto procedere rapidamente alla sostituzione del consigliere dimissionario. Il movimento parla di un tentativo di “insabbiamento” attraverso cavilli e contestazioni formali sollevate per bloccare o rinviare la surroga del primo dei non eletti. Nel comunicato si sottolinea inoltre come il Consiglio comunale non dovrebbe essere condizionato da equilibri interni ai gruppi politici, richiamando il rispetto delle regole istituzionali e del corretto funzionamento dell’assemblea.

La posizione della Costituente per Castelbuono

Il gruppo Costituente per Castelbuono, dal canto suo, sostiene invece la necessità di verificare con attenzione la regolarità dell’atto di dimissioni e delle procedure successive. Secondo questa interpretazione, la presenza di eventuali vizi formali nella comunicazione delle dimissioni renderebbe legittimo il riesame della situazione e la sospensione della surroga fino al chiarimento della validità dell’atto. In questa prospettiva, l’obiettivo dichiarato è garantire la correttezza giuridica delle procedure e la tutela della rappresentanza consiliare. La posizione della Costituente si inserisce in un quadro più ampio di contrapposizione politica locale, in cui il gruppo di minoranza rivendica il proprio ruolo di controllo e di verifica sull’operato istituzionale.

Un confronto politico destinato a proseguire

La vicenda ha alimentato un clima di tensione nel dibattito politico cittadino, con accuse reciproche su metodo e responsabilità. Da un lato, i Democratici per Castelbuono denunciano un atteggiamento che ritengono contrario al corretto funzionamento delle istituzioni; dall’altro, la Costituente rivendica la necessità di rispettare scrupolosamente le procedure. Il caso potrebbe ora trovare una soluzione nelle prossime sedute del Consiglio comunale o attraverso ulteriori chiarimenti formali sulla validità delle dimissioni e sull’iter di surroga.

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