Il sindaco uscente di Termini Imerese, Maria Terranova, ha sciolto le riserve e annunciato la ricandidatura per un secondo mandato alla guida della città. Dalla situazione finanziaria al polo industriale e lo sviluppo del porto, il primo cittadino ha tracciato un bilancio dei suoi primi 5 anni di mandato e rilancia: “Lavoreremo con la stessa passione, determinazione e senso di responsabilità”. L’abbiamo intervistata in vista della prossima tornata elettorale fissata per domenica 24 e lunedì 25 maggio.
Sindaco, da pochi giorni ha ufficializzato la ricandidatura. È stata una scelta condivisa con la sua attuale coalizione?
“Sì, è stata una scelta assolutamente condivisa. La decisione di ricandidarmi non nasce da un percorso individuale, ma dal confronto costante con le forze politiche e civiche che in questi anni hanno sostenuto l’azione amministrativa. Abbiamo lavorato insieme con spirito di responsabilità, affrontando sfide complesse per la nostra città, e proprio da questo lavoro comune è emersa la volontà di proseguire il percorso avviato”.
A proposito di coalizione, l’anno scorso ha deciso di azzerare la giunta per “dare nuovo slancio all’azione amministrativa”. A distanza di un anno le cose sono andate come sperava?
“È stato senza dubbio un momento difficile, uno dei passaggi più delicati del mandato, ma allo stesso tempo necessario. Ho ritenuto che fosse fondamentale intervenire per ristabilire un clima di maggiore condivisione e responsabilità tra le forze della coalizione. Col senno di poi, posso dire che quella scelta ci ha resi tutti più forti e più coesi. Non è stato un percorso semplice, ma proprio attraverso quel confronto siamo riusciti a rafforzare il lavoro di squadra e a chiarire meglio obiettivi e priorità. Oggi c’è una squadra più compatta, consapevole delle sfide e pronta a proseguire il lavoro avviato”.
Guardando ai 5 anni appena trascorsi, quali sono le cose di cui va più orgogliosa?
“È difficile rispondere in poche battute, perché le cose di cui vado orgogliosa sono davvero tante. In questi cinque anni abbiamo lavorato con impegno e visione, affrontando sfide complesse ma riuscendo a trasformarle in opportunità concrete per la nostra città. Penso innanzitutto al modo in cui abbiamo gestito il Pnrr, con una capacità progettuale e amministrativa che ci ha permesso di intercettare risorse importanti. Parliamo di circa 70 milioni di euro di opere pubbliche, oggi ormai in dirittura di arrivo, che stanno cambiando profondamente il volto di Termini Imerese. Ma non ci siamo fermati alle infrastrutture. Un altro motivo di grande orgoglio riguarda le politiche sociali e le politiche per la famiglia e per l’infanzia: abbiamo investito molto su questi ambiti, costruendo servizi e opportunità che oggi ci valgono un riconoscimento anche a livello nazionale. Questo è il risultato di un lavoro di squadra e di una visione chiara: migliorare la qualità della vita dei cittadini, partendo dai più piccoli e guardando al futuro della comunità”.
Quali invece le occasioni mancate e perché?
“Non parlerei di occasioni mancate. In un percorso amministrativo ci sono piuttosto progetti in divenire e obiettivi che richiedono più tempo, pazienza e lavoro per essere pienamente realizzati. Abbiamo sempre lavorato con una prospettiva di medio-lungo periodo, e molte delle azioni avviate in questi anni stanno oggi producendo risultati concreti o sono in fase avanzata. Alcuni percorsi, per la loro complessità, non possono esaurirsi nell’arco di un solo mandato, ma hanno bisogno di continuità e determinazione. Più che occasioni perse, quindi, parlerei di processi avviati e di visioni che stiamo costruendo passo dopo passo, con l’obiettivo di lasciare una città più solida, moderna e pronta alle sfide future”.
Nel dicembre scorso è arrivato un rilievo della Corte dei Conti sulla situazione finanziaria del Comune. Come stanno le cose? I cittadini devono preoccuparsi?
“È importante chiarire bene questo punto, perché spesso si rischia di creare allarmismi inutili. Quello di cui parliamo è una delibera della Corte dei Conti di Palermo, simile a tante altre ricevute non solo dal nostro Comune ma da molti enti locali siciliani, in cui vengono richiesti chiarimenti su un singolo parametro. La stessa Corte dei Conti non rileva alcuno squilibrio di bilancio a carico del nostro Comune, anzi evidenzia una condizione di equilibrio dei conti correnti. Questo è un elemento fondamentale, che deve rassicurare pienamente i cittadini. A questo si aggiunge un dato molto importante: la Giunta ha già approvato il Bilancio 2026–2028, che tra poche settimane approderà in Consiglio comunale. Si tratta di un risultato straordinario, di cui sono profondamente orgogliosa. La nostra città viene da un passato fatto di bilanci non approvati, ritardi e immobilismo. Non era per nulla scontato arrivare a questo punto. Oggi, invece, abbiamo i conti in ordine e siamo uno dei pochissimi Comuni a pagare i fornitori entro 30 giorni. Per dare un’idea concreta: nel 2019 la media dei pagamenti era di 232 giorni. Questo significa credibilità. Significa rispetto per le imprese che lavorano con il nostro Comune. E soprattutto significa aver trasformato una gestione in difficoltà in un’amministrazione solida e affidabile”.
Ed un segnale, visibile e concreto, da dare nei primi 100 giorni?
“Non sono particolarmente appassionata alle scadenze da campagna elettorale, come quella dei “primi 100 giorni”. Noi governiamo questa città da cinque anni e abbiamo sempre lavorato con continuità, senza fermarci mai. Il segnale più concreto, quindi, è proprio questo: continuare a lavorare con la stessa passione, determinazione e senso di responsabilità che abbiamo avuto in questi primi cinque anni, senza allentare neanche per un momento. I cittadini non hanno bisogno di annunci, ma di serietà, presenza e risultati. Ed è esattamente quello che continueremo a garantire”.
Il fatto che il polo industriale ex Fiat, di fatto, non sia ripartito, è un fallimento? Se sì, a chi va attribuito?
“Quella dell’ex polo industriale è una vertenza di carattere nazionale, e come tale va letta. Certamente il fatto che non sia ripartito rappresenta un fallimento, che va attribuito ai diversi governi che si sono succeduti nel tempo e che non sono riusciti a dare una soluzione definitiva. Detto questo, credo sia importante non perdere la speranza e continuare a guardare avanti. Il nostro territorio ha già dimostrato grande capacità di resistenza Il compito delle istituzioni locali è quello di non abbassare mai la guardia, continuare a lavorare e farsi trovare pronti, affinché ogni nuova opportunità possa tradursi finalmente in sviluppo e occupazione per la città”.
Qual è la sua opinione rispetto al lavoro che sta portando avanti il governo regionale e che ruolo ha avuto e deve avere il Comune nel processo di reindustrializzazione?
“La reindustrializzazione non è un percorso semplice né immediato, ma passa da una visione chiara e da una collaborazione tra istituzioni, Comune e Regione in primis. Il Comune è e continuerà a essere parte attiva di questo percorso, ha avuto e continua ad avere un ruolo attivo sin dal primo giorno. Abbiamo investito con decisione sull’infrastruttura portuale e sulla logistica, perché riteniamo che siano leve strategiche fondamentali per lo sviluppo, l’attrazione di nuovi investimenti e il sostegno alle tante imprese che, con grande resilienza, continuano a credere e a investire nel nostro territorio. Il compito di un’amministrazione è proprio questo: creare le condizioni favorevoli, accompagnare i processi e stare accanto al tessuto produttivo”.
E riguardo allo sviluppo del porto e le infrastrutture portuali, con il corposo piano di investimenti proveniente da fondi regionali, nazionali e Pnrr
“Abbiamo lavorato con serietà e determinazione, affrontando un tema strategico per il futuro della città con impegno costante. Oggi possiamo contare su un’infrastruttura portuale commerciale operativa, che rappresenta un punto di riferimento importante per il territorio. A questo si aggiunge un progetto ambizioso come il porto turistico, attualmente in corso di realizzazione, con un investimento di oltre 30 milioni di euro, insieme alla realizzazione dei cantieri navali. Sono risultati concreti, che testimoniano una visione chiara e la capacità di trasformarla in opere reali. Il porto è e sarà sempre di più uno dei motori di sviluppo di Termini Imerese”.
Su terme e turismo invece? Cosa manca a Termini Imerese per affermarsi nel settore dell’accoglienza?
“Credo che a Termini Imerese non manchi davvero nulla per affermarsi nel settore dell’accoglienza. Abbiamo uno straordinario patrimonio storico, artistico e archeologico, che rappresenta una base solida su cui costruire un’offerta turistica di qualità. In questi anni abbiamo investito proprio sui nostri punti di attrazione, riqualificando luoghi simbolo della città come il Belvedere, il Teatro, il Castello e Piazza delle Terme, che saranno a breve restituiti alla comunità e rendendoli fruibili anche per i visitatori. Un passaggio fondamentale è stato anche il rientro nel pieno possesso del Grand Hotel delle Terme, che rappresenta la vera grande sfida del futuro: un asset strategico su cui costruire una visione di sviluppo turistico legata al benessere e alla valorizzazione delle nostre risorse. A questo si aggiungono i lavori in corso per il porto turistico, un’infrastruttura che potrà rafforzare ulteriormente l’attrattività della città. Più che mancanze, quindi, parlerei di un percorso già avviato: oggi abbiamo tutte le potenzialità e stiamo creando le condizioni concrete perché Termini Imerese possa diventare un punto di riferimento nel panorama turistico”.
Parliamo di centro storico, facendo un resoconto di questi ultimi 5 anni, ritiene che la situazione, in particolare per le attività economiche, sia migliorata?
“Bisogna essere onesti e partire da quello che è stato il contesto. Dopo la chiusura dello stabilimento Fiat, questa città ha affrontato anni di grave declino economico, combinati con una crisi della politica locale e, di conseguenza, amministrativa davvero devastante. In quelle condizioni non è stato affatto semplice ripartire, soprattutto perché la sfida principale era ricostruire fiducia. In questi cinque anni abbiamo lavorato proprio in questa direzione: investire sui principali attrattori della città, rilanciare l’infrastruttura portuale, avviare il porto turistico e creare nuove opportunità. Sono scelte strategiche, perché la politica ha il dovere di creare le condizioni per lo sviluppo, non può sostituirsi all’iniziativa economica ma deve metterla nelle condizioni di crescere. Oggi alcuni segnali di miglioramento ci sono, ma siamo consapevoli che il percorso non è ancora concluso. Il centro storico, come tutta la città, sta vivendo una fase di transizione: abbiamo rimesso in moto processi importanti e stiamo lavorando per renderli sempre più solidi e duraturi”.
Quali forze politiche e/o civiche sosterranno la sua candidatura?
“A sostenermi saranno le forze politiche e civiche che in questi cinque anni hanno condiviso e portato avanti con responsabilità il progetto di governo della città: Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, insieme e realtà civiche che hanno contribuito, in modo determinante, all’azione amministrativa. Accanto a queste, però, si stanno avvicinando anche nuove espressioni civiche: donne e uomini che vogliono mettersi al servizio della comunità con spirito costruttivo, portando idee, energie e competenze. Questo è un elemento che considero molto positivo, perché dimostra che il lavoro fatto ha generato fiducia e che c’è una volontà ampia di continuare a costruire insieme il futuro della città”.
Quale criterio adotterà per individuare gli assessori in prima battuta?
“Il criterio sarà innanzitutto quello della condivisione. La scelta degli assessori sarà il risultato di un confronto serio e costante con la coalizione che sostiene questo progetto. Credo molto nel lavoro di squadra e nel valore del dialogo, per questo ogni scelta sarà condivisa. L’obiettivo è costruire una squadra solida, coesa e capace di lavorare, in continuità e con efficacia fin da subito, mettendo sempre al centro l’interesse della città”.
Metterà dei paletti sulla costruzione della coalizione e sulle candidature nelle liste che la sosterranno?
“Più che parlare di paletti, parlerei di criteri chiari. Due su tutti: onestà e voglia di lavorare per la città. Sono valori non negoziabili, perché chi decide di candidarsi deve farlo con spirito di servizio e senso di responsabilità. A questi si aggiungono la condivisione dell’operato dell’amministrazione, la serietà, la trasparenza e la disponibilità a impegnarsi concretamente per il bene della comunità. Non cerchiamo candidature di facciata, ma persone motivate, credibili e pronte a mettersi in gioco. L’obiettivo è costruire una coalizione solida, fatta di donne e uomini che condividano un progetto e che abbiano davvero a cuore il futuro di Termini Imerese”.




