Cefalù si prepara ad accogliere una nuova stagione culturale con la mostra “Di Segno e Colore” dell’artista Benedetto Poma, ospitata presso la Galleria nel cuore del centro storico. L’esposizione, visitabile dal 29 marzo al 4 maggio 2026, rappresenta un momento significativo nel percorso artistico del maestro catanese, offrendo al pubblico una selezione inedita di opere grafiche in dialogo con le sue tele. La mostra propone una vera e propria immersione nel processo creativo dell’artista. I disegni esposti, infatti, non sono semplici studi preparatori, ma frammenti essenziali del pensiero visivo di Poma: segni, tratti e appunti che raccontano la nascita dell’opera, tra pieni e vuoti, intuizioni improvvise e accenni cromatici affidati al gesto libero del dripping.
Un percorso che mette in luce la cifra stilistica dell’artista, caratterizzata da un tratto immediato e riconoscibile, capace di esprimere con chiarezza la sua visione. In questa raccolta, il segno si fa protagonista assoluto, rivelando l’essenza più autentica della sua ricerca, spesso celata o trasformata nella pittura attraverso la forza del colore. “Di Segno e Colore” si presenta così come un “divertissement” artistico, un gioco serio e profondo che riflette la libertà creativa di Poma e il suo continuo dialogo con la realtà. Le opere nascono dall’osservazione del mondo e si trasformano in narrazioni visive che attingono a una dimensione interiore ricca e stratificata, una vera “wunderkammer” da cui emergono simboli, oggetti e suggestioni legati alla cultura e al mito della Sicilia.
Non è un caso che Cefalù rappresenti per l’artista un luogo privilegiato. Dopo anni di frequentazione, Poma ha scelto la città come spazio del cuore e della propria creatività, inaugurando nel 2025 un art studio in corso Ruggero. Un rapporto consolidato con il territorio, fatto di incontri, scambi e dialogo continuo con cittadini e visitatori.
Nato a Catania nel 1968, Benedetto Poma ha sviluppato fin da giovane una forte vocazione artistica, formandosi all’Istituto Statale d’Arte e successivamente all’Accademia di Belle Arti. Il suo percorso si arricchisce con la laurea in Architettura, che contribuisce a definire un linguaggio visivo attento alla composizione e allo spazio. Nel corso della sua carriera ha esposto in numerose mostre nazionali e internazionali e ha realizzato importanti cicli artistici dedicati alla storia e al mito della Sicilia, da “Le Sinfonie del Tempo” a “La felicità della Luce”. Un percorso segnato anche da riconoscimenti significativi, come l’incontro con Papa Giovanni Paolo II nel 1999 per la consegna di un’opera sacra.
La sua pittura, definita come una “tabula del divenire”, unisce realismo e dimensione onirica, popolata da figure simboliche e narrazioni sospese tra storia e immaginazione. Un linguaggio capace di parlare al presente attraverso temi universali, in cui mito, natura e identità siciliana si intrecciano in una visione poetica e contemporanea.




