Giacomo Santoro rompe gli indugi, il suo obiettivo è chiaro: “Guidare Gratteri e immaginarla diversa”

Fabio Di Gangi

Politica - Verso le amministrative

Giacomo Santoro rompe gli indugi, il suo obiettivo è chiaro: “Guidare Gratteri e immaginarla diversa”
Il candidato sindaco per la lista "Gratteri Futura" scalda i motori in vista della prossima tornata elettorale

01 Aprile 2026 - 13:39

Il candidato sindaco per la lista “Gratteri Futura”, Giacomo Santoro, scalda i motori in vista della tornata elettorale del prossimo maggio. Dialogo, crescita e visioni comune i punti cardine della programmazione: “Ripartiremo dalle piccole cose”. Abbiamo parlato con lui.

Come giudica i 3 anni di politica appena trascorsi a Gratteri?

“Il giudizio, più che darlo io, lo esprimono ogni giorno i cittadini vivendo il paese. Credo però si possa dire con onestà che sono stati anni intensi e complessi, nei quali non si è riusciti a garantire quella continuità amministrativa e quella concretezza che Gratteri merita. Alle elezioni amministrative del 2023, il gruppo consiliare Gratteri Futura ha ottenuto più voti rispetto alla lista avversaria. Questo ha determinato una situazione particolare: una maggioranza consiliare composta da 7 consiglieri, a fronte di un sindaco eletto espressione dell’altra lista. In questo contesto non semplice, sono stati anni impegnativi. Come consiglieri abbiamo portato avanti il nostro ruolo con responsabilità, avanzando proposte, intervenendo in consiglio e contribuendo più volte con emendamenti al Dup e al bilancio di previsione, cercando sempre di dare una direzione all’azione amministrativa. Ma soprattutto, questa esperienza ha rafforzato il nostro gruppo. È cresciuto il senso di capacità di lavorare in gruppo, la capacità di confronto e la condivisione delle scelte, tanto che oggi il candidato sindaco è espressione diretta di questo percorso comune. È stata anche un’importante esperienza di crescita: io e i miei colleghi abbiamo approfondito il funzionamento della macchina amministrativa, acquisendo maggiore consapevolezza e competenze, elementi che oggi ci permettono di proseguire con ancora più determinazione nel nostro percorso. Oggi Gratteri ha bisogno di stabilità, di presenza e di una guida amministrativa coesa – sindaco, giunta e consiglio – capace di esprimere una visione chiara e concreta che metta da parte il passato e si proietti solo sul futuro”.

 Quali i punti fondamentali del vostro programma e cosa bisogna ancora fare per il paese?

 “Il nostro punto di partenza è molto chiaro: ripristinare la normalità amministrativa, riportando al centro ciò che dovrebbe essere ordinario e che troppo spesso, nelle pubbliche amministrazioni, diventa straordinario. Ripartiremo dalle piccole cose, da ciò che incide concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini: servizio idrico, illuminazione, viabilità, sicurezza e manutenzione del territorio. Ma c’è anche un lavoro più profondo da fare. Dobbiamo ricostruire il senso di comunità e di appartenenza, rafforzare quell’amore verso il nostro paese che deve guidare ogni scelta amministrativa. Dobbiamo imparare a non dare per scontato ciò che abbiamo, a partire dalla bellezza e dalle risorse naturali che ci circondano, che rappresentano un valore straordinario e una responsabilità per tutti noi. In questa direzione, sarà importante anche intessere relazioni sempre più forti con gli altri comuni delle Madonie, costruendo collaborazioni che possano generare sviluppo condiviso e nuove opportunità. Gratteri ha grandi potenzialità, ma deve tornare ad essere un paese consapevole della propria identità, capace di crescere partendo dalle basi e guardando al futuro”.

Cosa l’ha spinta a candidarsi?

 “La mia candidatura nasce da una scelta consapevole, maturata nel tempo, e non improvvisata. Non è il risultato di un’ambizione personale, ma di un profondo senso di responsabilità: non mi candido per occupare una posizione, ma per assumermi un impegno concreto verso questo paese. È una decisione che prende forma nel confronto continuo con il mio gruppo, con cui condivido un percorso fatto di dialogo, crescita e visione comune. A darmi ulteriore convinzione è stato soprattutto il riscontro della gente. Dopo aver comunicato questa intenzione, ho ricevuto messaggi, parole, gesti che mi hanno molto emozionato. Ho percepito partecipazione, affetto, fiducia. Ed è stato proprio in quei momenti che ho capito che questa scelta, probabilmente, non è stata sbagliata. Il mio gruppo è unito da un obiettivo chiaro: amministrare Gratteri e immaginarla diversa, migliore. So benissimo che sarà un percorso molto lungo e che non potrà guardare solo al mandato elettorale ma dovrà guardare oltre. E posso dirlo con chiarezza: questa candidatura non è solo mia. È l’espressione di un gruppo, di una visione condivisa e di una comunità che ha deciso di mettersi in gioco. Perché amministrare Gratteri non è ambizione personale ma è quasi una missione”.

La ricandidatura è stata una scelta condivisa?

“Sì, è stata assolutamente una scelta condivisa. Nella precedente tornata elettorale ero candidato come consigliere e assessore designato; quindi, il mio percorso nasce già all’interno di questo gruppo. La candidatura di oggi è la naturale evoluzione di quel lavoro fatto insieme. La condivisione è sempre stata la base del nostro gruppo. Anche se al nostro interno possono esserci sensibilità e visioni politiche diverse, c’è un punto su cui siamo tutti pienamente allineati: lo sguardo verso Gratteri. Tutti noi immaginiamo questo paese allo stesso modo, con la stessa idea di futuro e con lo stesso senso di responsabilità. Ed è proprio questa unità di intenti che ha reso la mia candidatura una scelta condivisa, e non una decisione individuale”.

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