Prosegue lo stallo amministrativo ad Alimena. L’ultima vicenda riguarda la convocazione del Consiglio comunale, che questa mattina avrebbe dovuto riunirsi per discutere l’approvazione del Documento Unico di Programmazione, il Bilancio di previsione e per procedere all’elezione del presidente del Consiglio e del suo vice. A sollevare l’ennesimo polverone è però la modalità di convocazione dell’assemblea. A firmarla, infatti, non è stato il consigliere anziano Giovanni Di Gangi, come previsto dal regolamento e dalle disposizioni del Dipartimento regionale delle Autonomie locali, ma la consigliera dimissionaria Maddalena Mascellino. Sembrerebbe infatti che, proprio l’ex braccio destro del sindaco Scrivano, a suo dire, sia stato impossibilitato a svolgere le mansioni ad esso attribuite.
“Non mi è stato permesso l’accesso agli atti dagli uffici preposti – spiega Giovanni Di Gangi – non vedo come avrei potuto convocare l’assemblea. Tale convocazione risulta illegittima, in quanto adottata da soggetto privo di titolo e competenza. Atto viziato da incompetenza assoluta e da violazione delle norme vigenti”. Dal canto suo, il primo cittadino, ha così replicato: “Si è persa un’occasione – spiega Scrivano – su tutta questa vicenda è stato montato un teatrino”.
A tenere banco, inoltre, proprio il ruolo della consigliera Maddalena Mascellino, dimessasi il 28 dicembre scorso, cinque giorni dopo le dimissioni delle consigliere Maria Grazia Stella e Marisa Guarrera, e un giorno prima delle dimissioni del consigliere Pietro Scelfo. Da lì, l’ordinanza del primo cittadino che dichiarava decaduto il Consiglio comunale.
Ma facciamo chiarezza. Dopo un lunghissimo braccio di ferro con lo stesso Dipartimento per le autonomie locali e il governatore Renato Schifani, assessore ad interim, e i successivi ricorsi al Tar, proprio l’organo di giustizia amministrativa aveva sospeso l’efficacia dello scioglimento e confermato la linea degli uffici regionali di nominare un commissario ad acta che avrebbe dovuto procedere alle due surroghe delle consigliere Arianna D’Anna e Maddalena Mascellino. Provvedimento, di fatto, reso inattuabile dallo stesso Giuseppe Scrivano. A convocare il Consiglio, secondo le indicazioni del Tar, è stata però proprio una delle due consigliere che dovrebbero essere sostituite (Maddalena Mascellino).
E qui arriva l’ultimo colpo di scena, secondo il primo cittadino infatti le dimissioni della consigliera Mascellino non sarebbero valide, in quanto notificate tramite Pec. In effetti, secondo le normative vigenti, le dimissioni, per essere valide, vanno presentate personalmente presso l’ufficio protocollo del comune dal consigliere dimissionario. Scrivano, che fino a ieri si era battuto, a suon ordinanze e di ricorsi, per la validità delle dimissioni, adesso ribalta la sua posizione. Intanto, lo stesso Scrivano avrebbe presentato appello cautelare presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, stavolta contro l’Ordinanza Cautelare del Tar che aveva sospeso l’efficacia – in via cautelare – delle sue ordinanze.
Un ricorso che si aggiunge a quello già presentato pochi giorni fa contro l’ordinanza del Tar che aveva dichiarato – in fase cautelare – legittimo il decreto assessoriale con cui era stato nominato il Commissario ad acta per procedere alle surroghe. Sulla vicenda è intervenuto anche Massimiliano Cipriano, consigliere che dovrebbe subentrare alla Mascellino, che ha diffidato gli uffici comunali dal compiere atti senza il completamento della sua surroga, riservandosi di agire nelle sedi giudiziarie. Insomma, una complicata matassa amministrativa assai difficile da sbrogliare.




