La tensione nel quartiere San Domenico a Polizzi Generosa è palpabile. Al centro della disputa c’è il futuro di piazza Borgese, uno dei luoghi simbolo della cittadina madonita, destinato a cambiare radicalmente volto nell’ambito del progetto “Vivi Polizzi Green”. Un cambiamento che il Comitato “Quartiere San Domenico” respinge con forza, definendolo un vero e proprio “stravolgimento” della memoria collettiva.
Andiamo con ordine. Tramite un post sul sito istituzionale, il sindaco Gandolfo Librizzi pubblicava delle opere di rifacimento per il progetto “Vivi Polizzi Green” per un importo di 730 mila euro. Tra essi c’era il recupero della piazza Borgese. Tuttavia, la lettera aperta indirizzata al Sindaco e alla cittadinanza parla chiaro: secondo i residenti, le opere previste, tra cui la rimozione della storica fontana, l’eliminazione del verde pubblico e la demolizione del muro in pietra per fare spazio a una gradinata in cemento armato, non rappresentano una miglioria, ma un atto di cancellazione storica.
“Questa piazza non è uno spazio qualunque” scrive il Comitato, ricordando come il sito affondi le sue radici nell’antico quartiere arabo di Polizzi. L’accusa principale è quella di voler sostituire un luogo di socialità stratificato nel tempo con un modello architettonico estraneo al contesto urbano e culturale locale. Il Comitato non nega che oggi la piazza versi in condizioni critiche, ma contesta l’uso del degrado come giustificazione per la demolizione. Altro neo è rappresentato dal metodo. Il Comitato lamenta un totale isolamento istituzionale: nonostante le continue richiese di incontro formale avanzate già nell’ottobre 2025, il silenzio del Comune è stato totale.
Così, il essi promuovono tre iniziative: riapertura delle fontana e ripristino dell’illuminazione, potenziamento del verde invece della sua eliminazione e, infine, interventi non invasivi che rispettino la pietra e i materiali originali. L’appello “La piazza non si tocca”, è rivolto a tutta la cittadinanza di Polizzi Generosa. La battaglia iene presentata come una difesa del bene comune contro una visione di “rigenerazione urbana” che sembra ignorare l’anima dei luoghi. La replica del sindaco di Polizzi, Gandolfo Librizzi: “Quando sarà il momento parlerò di questa storia. Molto presto”.





