Critica con un post la BCC Madonie, dopo una settimana la banca gli chiude il conto corrente

Redazione

Cronaca - Il racconto

Critica con un post la BCC Madonie, dopo una settimana la banca gli chiude il conto corrente
Contattati i vertici della banca, non rilasciano alcun commento

12 Maggio 2026 - 18:29

Un correntista della BCC delle Madonie lo scorso 5 maggio ha ricevuto dall’istituto di credito madonita la notifica del recesso unilaterale dal contratto di conto corrente relativo alla sua posizione aziendale. Nulla di illegittimo, considerato che i contratti di conto corrente bancario a tempo indeterminato consentono il recesso unilaterale. Ma l’episodio assume particolare interesse per la dinamica dei fatti. Pochi giorni prima il correntista, a seguito dell’ultima Assemblea della BCC, aveva scritto sul suo profilo Facebook un post critico nei confronti del suo istituto bancario. Da qui il sospetto che i due fatti siano collegati. Sospetto purtroppo non fugato dai vertici della Banca che, contattati dalla nostra redazione, non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Neanche la lettera inviata al futuro ex correntista (il conto verrà formalmente chiuso entro il termine previsto di 2 mesi) indica alcuna specifica motivazione a supporto del recesso unilaterale.

Tornando al post “incriminato”, rileggendolo, nulla di ingiurioso o diffamatorio si riesce a scorgere, se non un lungo commento nel quale l’autore , pur confermando che “i numeri raccontano una banca in salute” considera che “… una Banca di Credito Cooperativo non si giudica solo dai numeri. Si giudica da ciò che restituisce.” E domanda: “Quanto di quell’utile torna davvero ai soci? Quanto si traduce in credito più accessibile, in condizioni migliori, in opportunità concrete per giovani e imprese delle Madonie? E soprattutto, quanto di quella ricchezza resta sul territorio?”.

Una BCC non nasce per fare utili come le altre, ma per fare la differenza” si legge nel post che prosegue così: “… il credito … Chi lo riceve, a quali condizioni, con quali criteri. E su questo, nel racconto ufficiale, manca profondità”. L’autore nel suo post parla anche della governance della BCC Madonie, e della sua rinnovata fiducia “Ma con quale reale confronto? Con quante alternative? Con quale grado di partecipazione (deleghe comprese) consapevole dei soci? Una cooperativa vive di pluralismo, non di unanimità silenziosa, non di (goffi) veti!”. E conclude il suo scritto con questa frase: “Sia chiaro, nessuno mette in discussione i risultati. Ma i risultati, da soli, non bastano. Una banca di comunità non è chiamata solo a essere solida. È chiamata a essere giusta, trasparente, redistributiva. Altrimenti resta una banca. E perde l’aggettivo più importante: comunità“.

Contattato dalla nostra redazione, dopo aver ricevuto una sua nota, il correntista non nasconde l’amarezza, oltre al disagio causato dalla prossima chiusura del suo conto aziendale. “Il conto corrente che hanno deciso di chiudere non risulta assistito da affidamenti o aperture di credito; non presenta utilizzi in sconfinamento; non è collegato a mutui, finanziamenti o altre esposizioni debitorie; è stato regolarmente utilizzato quale ordinario strumento operativo dell’attività imprenditoriale del sottoscritto; non ha mai registrato operazioni anomale, sospette o incompatibili con la normativa antiriciclaggio. Ha sempre avuto movimentazioni coerenti con il mio profilo economico e professionale, senza contestazioni, segnalazioni o richieste integrative da parte dell’Istituto in ordine alla provenienza dei fondi, alla tracciabilità delle operazioni o alla conformità della operatività bancaria alla disciplina antiriciclaggio. Ne consegue che il recesso comunicato da codesto Istituto non appare sorretto né da esigenze di tutela del credito né da profili di rischio normativo o reputazionale.” afferma il correntista. Su queste ultime dichiarazioni avremmo voluto chiedere una verifica da parte della BCC delle Madonie che, però, ha preferito non dire nulla, lasciando noi ed i nostri lettori nel dubbio che si sia consumata una “irrituale” vendetta.

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