Inchiesta per corruzione al Cefpas, 8 indagati tra cui un deputato all’Ars

Redazione

Sicilia by Italpress

Inchiesta per corruzione al Cefpas, 8 indagati tra cui un deputato all’Ars

04 Giugno 2026 - 11:04

CALTANISSETTA (ITALPRESS) – Un presunto sistema di scambi di favori, nomine pilotate e appalti su misura è al centro di un’inchiesta della Procura di Caltanissetta. La Polizia (Squadra Mobile e Sco) ha notificato otto inviti a comparire per un interrogatorio davanti al Gip. Tra questi figurano il deputato regionale dell’ARS Riccardo Gallo Afflitto, l’ex direttore del Cefpas (il centro di formazione della sanità siciliana) Roberto Sanfilippo, e il direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci. Le indagini, partite a giugno 2023, ipotizzano a vario titolo i reati di corruzione e falso ideologico. Contestualmente sono scattate diverse perquisizioni, tra cui una nell’ufficio del deputato Gallo Afflitto. Secondo l’accusa, l’ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo avrebbe “asservito” il suo ruolo pubblico agli interessi del deputato Gallo Afflitto. In cambio, il politico gli avrebbe garantito la nomina alla guida del centro formativo e la sua riconferma per tre anni.

La Procura contesta a Sanfilippo una lunga serie di favoritismi per conto del parlamentare regionale: Assunzioni e contratti di famiglia: al Cefpas sarebbero stati assegnati quattro incarichi di consulenza e un contratto a tempo pieno alla moglie di Gallo Afflitto. Inoltre, grazie a un accordo firmato con l’Asp di Agrigento (con il via libera del direttore Giuseppe Capodieci, anche lui indagato in cambio del sostegno politico per la sua nomina), la donna avrebbe ottenuto il distacco per poter lavorare comodamente ad Agrigento. L’incarico di esperto giuridico-amministrativo del Cefpas, sempre secondo chi indaga, sarebbe stato cucito su misura per Gioacchino Pontillo, uomo di fiducia del deputato, d’accordo con un commissario di gara che avrebbe accettato la promessa di futuri incarichi. L’appalto per una biblioteca digitale sarebbe stato assegnato a un operatore economico privo di competenze specifiche, solo perché fratello di un alto prelato di cui il politico voleva sfruttare l’influenza sull’elettorato cattolico. In un altro appalto di manutenzione edile, il titolare di un’azienda vincitrice si sarebbe messo a “completa disposizione” del deputato in cambio di trattamenti di favore nei lavori.

Nell’inchiesta sono coinvolti anche funzionari ed ex componenti delle commissioni di valutazione del Cefpas, accusati di aver falsificato i verbali per favorire l’assegnazione dei progetti. Dalla Procura precisano che nel procedimento non risultano indagati altri parlamentari regionali o nazionali.

– foto ufficio stampa Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

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