Un’opera d’arte per custodire la memoria e trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità e dell’impegno civile. È stato inaugurato questa mattina, all’Istituto Comprensivo “Francesco Paolo Polizzano” di Gangi, il murale “Emanuela Sansone, il volo della memoria“, realizzato dall’artista Andrea Buglisi. L’opera, finanziata dalla Fondazione Federico II e realizzata in collaborazione con l’Istituzione Gianbecchina e il comune di Gangi, entra a far parte del patrimonio culturale del borgo madonita e si inserisce nel progetto regionale “Le strade da seguire“, dedicato alla figura di Emanuela Sansone, considerata la prima vittima innocente di mafia.
La giovane palermitana fu uccisa nel 1896, a soli 17 anni, durante un agguato nel magazzino di famiglia. La madre, Giuseppa Di Sano, sopravvissuta all’attentato, trovò il coraggio di denunciare pubblicamente i responsabili, rompendo il muro dell’omertà in un’epoca in cui farlo rappresentava un gesto straordinario.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello, la presidente dell’Istituzione Gianbecchina Rosanna Migliazzo, il dirigente scolastico Francesco Serio, l’artista Andrea Buglisi, il deputato questore e componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Federico II Vincenzo Figuccia e il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Petralia Sottana Vincenzo Acampora. Nel corso dell’incontro il dirigente scolastico Francesco Serio ha presentato anche il progetto “La Scala della Legalità”, promosso dal Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi dell’istituto.
“Questo murale non è soltanto un’opera d’arte, ma un gesto di responsabilità collettiva – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Ferrarello – Grazie al sostegno della Fondazione Federico II e alla collaborazione con l’Istituzione Gianbecchina, Gangi si conferma un luogo in cui la cultura diventa strumento di educazione civica e memoria attiva. Dedicare un’opera a Emanuela Sansone significa restituire voce a una storia troppo spesso dimenticata e offrirla ai nostri giovani come esempio di coraggio, libertà e senso di giustizia”.
Realizzato sulla facciata della scuola “Don Bosco”, il murale unisce memoria storica e linguaggio contemporaneo. Il volto di Emanuela emerge da uno sfondo color sabbia animato da elementi geometrici e simbolici, mentre tre orioli, uccelli tipici delle Madonie, richiamano il legame con il territorio e rappresentano libertà, purezza e speranza. A caratterizzare l’opera è anche la fascia rosa sugli occhi, tratto distintivo della produzione artistica di Buglisi, che trasforma la giovane in un simbolo universale di resistenza civile.




