Dal tesoro di Matteo Messina Denaro alla banda del Kalashnikov, De Lucia: “E’ sempre la stessa mafia che si manifesta in forme diverse”

Michele Ferraro

Cronaca - Omnia Festival del Tempo

Dal tesoro di Matteo Messina Denaro alla banda del Kalashnikov, De Lucia: “E’ sempre la stessa mafia che si manifesta in forme diverse”
Il Procuratore capo di Palermo, a Gangi per Omnia – Festival del Tempo parla di quello che sta accadendo a Palermo: “Segno che la mafia non è in buona salute”

12 Giugno 2026 - 21:09

“La mafia che finanziarizza i suo i profitti ha come base necessaria una mafia violenta nel territorio! Sono due espressioni dello stesso fenomeno! Non ha caso è un fenomeno davvero complesso, che non può rinunciare al territorio ma che ha l’esigenza di reinvestire i suoi capitali praticamente in tutto il globo. È questa la difficoltà, non ci sono due diverse mafie, è sempre la stessa che si manifesta in forme diverse”. Il Procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia commenta così le due ultime operazioni coordinate dal suo ufficio con le quali, da un canto, è stato rintracciato e sequestrato il tesoro di Matteo Messina Denerao e, d’altro canto, sono stati individuati i principali protagonisti della così detta “banda del Kalashnikov. Due fenomeni solo apparentemente diversi, ha spiegato De Lucia.

Il Procuratore capo è intervenuto a Gangi, nel corso della terza edizione di Omnia – Festival del Tempo, per prendere parte al talk dal titolo “Dai cunicoli all’algoritmo, metamorfosi del potere mafioso”, con Attilio Bolzoni, Franco Zacchin e Sergio Russo, moderato da Salvatore Cusimano.

Alla domanda “Cosa sta succedendo a Palermo?” il procuratore ha risposto: “Sta succedendo quello che è sempre accaduto. Solo che accade in un’epoca diversa da quella del passato. Noi oggi dobbiamo mettere insieme le cose che accadono e le cose che vengono narrate e soprattutto la rapidità con cui vengono narrate. Episodi che si verificavano anche in passato venivano in qualche modo analizzati prima di essere lanciati nel mondo della comunicazione, che non è più soltanto quello dei media ma è anche quello dei social. Ma in realtà l’atteggiamento di cosa nostra non è molto diverso rispetto al passato! C’è un problema di riacquisizione di spazi nel territorio che in questo momento è affidata a gente molto giovane e spregiudicata, che non è cosa nostra, e questo crea confusione, ma che dipende da cosa nostra. Questi soggetti manifestano la loro azione in maniera particolarmente violenta. Il che dipende dallo stato dell’organizzazione stessa, che non è uno stato di buona salute, perché se l’organizzazione è in buona salute l’esibizione della forza non serve, tanto tutti capiscono. Ci sono dei momenti in cui qualcuno pensa che si possa superare la situazione del controllo del territorio da parte della mafia e allora la mafia torna in campo per spiegarti che le cose non stanno proprio così. La differenza rispetto al passato è che noi oggi abbiamo una serie di strumenti che ci consentono non solo di leggere le cose ma di intervenire su queste cose, però naturalmente i nostri tempi sono diversi dai tempi del mondo dei social e dei media. Il nostro mestiere è quello di fare i processi, che è una cosa molto complicata, dal momento stesso in cui comincia un’indagine.

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