Ieri sera piazza del Popolo gremita a Gangi per il talk “Dis/ordine mondiale. Il Mondo First” che ha portato sul palco di “Omnia – Festival del Tempo” Gad Lerner, Maurizio Mannoni e Laura Silvia Battaglia. I tre giornalisti, moderati dal collega Salvatore Cusimano, hanno approfondito, davanti ad un pubblico particolarmente attento, i temi certamente complessi relativi a vecchie e nuovi scenari ed alle preoccupanti derive della geopolitica mondiale. Si è parlato del conflitto Israelo-palestinese, della guerra fra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, dei nuovi metodi e linguaggi del potere, del ruolo dell’Europa e di quel senso diffuso di crescente preoccupazione verso un futuro che sembra prospettare la possibilità di condizioni meno pacifiche di quelle che si potevano immaginare solo 10 anni fa.
“Da un lato c’è l’idea che una società possa essere sicura e prospera soltanto se è monoetnica oppure se le sue minoranze le sottomette con brutalità. Dall’altro invece c’è chi pensa che il futuro del mondo stia nella constatazione che in questo pianeta, nel quale ci si mette un attimo a spostarsi di continente ed in cui il denaro vola pigiando il tasto di un telefonino, il vivere mescolati sia il nostro destino e la nostra realtà” ha affermato Gad Lerner a proposito proprio di prospettive ideologiche e geopolitiche. “C’è tanta gente interessata e appassionata, desiderosa di capire e pronta a cogliere al volo occasioni come questa – dice Maurizio Mannoni – Mi rendo conto che organizzare eventi del genere non sia semplice, per questo faccio i miei complimenti a chi ha promosso questa rassegna, che affronta temi importanti e delicati. Partecipo sempre molto volentieri a iniziative come questa: andare in mezzo alla gente e vedere una partecipazione così sentita è sempre un grande piacere”.
“Essere qui a Gangi significa trovarsi nel cuore della Sicilia: una Sicilia montana e agricola, ma anche ricca di bellezze architettoniche e paesaggistiche – dice Laura Silvia Battaglia – Una Sicilia che può apparire lontana dal mondo, ma parlare qui di ciò che accade a livello internazionale significa ribadire che viviamo in un mondo globale e interconnesso. Quello che succede a migliaia di chilometri di distanza, infatti, riguarda tutti noi. Riflettere sui diritti, sulle necessità e sulle grandi questioni del nostro tempo, e comprendere quale impatto abbiano anche sulle comunità più piccole o insulari, è particolarmente importante”.
“Il Libano, dove sono nato, e Israele, dove vive gran parte della mia famiglia, sono luoghi a me molto cari – ha concluso Gad Lerner – Vederli dilaniarsi e massacrare reciprocamente è qualcosa che mi provoca un dolore profondo. Mi dà invece grande soddisfazione sapere che esiste una forza di interposizione composta anche da militari italiani. Sono convinto che a chi ha una storia e un destino simili al mio spetti anche il compito di trovare le parole giuste affinché persone che oggi si considerano nemiche possano tornare a parlarsi. Non illudetevi di poter vivere separati dal mondo, da questo mondo che talvolta ci appare minaccioso, ma che in questo momento richiede l’impegno di tutti per essere reso più armonioso. Ritrovare, tra identità diverse, modi di convivere e di stare insieme è qualcosa di ragionevole, ma anche di bello. E voi non siete fuori da questo mondo”.




