È ormai emergenza idrica nelle campagne di Lascari, Termini Imerese, Campofelice di Roccella e Cerda. Ettari di coltivazioni e alberi da frutto sono in sofferenza per la mancanza d’acqua, con gli agricoltori che denunciano raccolti compromessi e pesanti conseguenze per le aziende. Al centro del problema ci sono le condizioni delle condotte di adduzione che dalla diga Rosamarina di Caccamo dovrebbero portare l’acqua nelle campagne. Una rete ormai datata e interessata da guasti e perdite lungo il percorso, che renderebbero sempre meno efficiente il sistema irriguo dal quale dipendono decine di aziende agricole del comprensorio.
A lanciare l’allarme, già alcune settimane fa, era stato il capogruppo della Lega all’Ars e sindaco di Cerda, Salvo Geraci. “Occorre provvedere immediatamente alla sostituzione progressiva e all’ammodernamento degli adduttori San Leonardo est e San Leonardo ovest della diga, che ha una capacità di accumulo di 130 milioni di metri cubi – aveva dichiarato il deputato regionale –. Lo stato degli adduttori sta arrecando seri danni alle aziende agricole”.
Il Consorzio di bonifica Palermo 2, competente per la gestione del comprensorio irriguo, avrebbe effettuato nel tempo diversi interventi di manutenzione utilizzando le risorse disponibili. Secondo Geraci, però, le condizioni della rete richiedono ormai lavori strutturali. Da qui la richiesta all’assessorato regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità di avviare la progettazione e individuare i finanziamenti necessari per sostituire gli adduttori del sistema San Leonardo.
La situazione preoccupa soprattutto gli agricoltori. “Prima la siccità e adesso le criticità delle condotte – denunciano Vincenzo Muscarella e Antonio Cesare –. Ormai da tre anni non arriva acqua nei nostri campi. La stagione è compromessa e i frutti sono secchi. Chiediamo programmazione e interventi radicali”.
Anche le amministrazioni locali chiedono risposte. Il Consiglio comunale di Lascari ha approvato all’unanimità una mozione per chiedere la convocazione immediata di un tavolo tecnico. Nel documento viene contestata quella che viene definita “la gravissima inefficienza gestionale del Consorzio di bonifica Palermo 2” e viene chiesto agli organi regionali di sospendere i contributi consortili a carico degli agricoltori.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Campofelice di Roccella, Peppuccio Di Maggio. “La situazione è drammatica – afferma –. Avevamo chiesto e proposto di poter immettere nella condotta le acque reflue depurate, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta dagli enti preposti”. Con la stagione agricola già pesantemente condizionata dalla carenza d’acqua, agricoltori e amministratori chiedono adesso interventi sulla rete che consentano di superare le continue emergenze e garantire maggiore continuità nell’irrigazione delle campagne. Foto di Bicanski da Pixnio




