Il Maxiprocesso raccontato attraverso l’arte: in mostra i faldoni che cambiarono la storia della lotta alla mafia

Redazione

Cronaca - Al museo di Castelbuono

Il Maxiprocesso raccontato attraverso l’arte: in mostra i faldoni che cambiarono la storia della lotta alla mafia
Trenta fotografie per raccontare l’enorme mole di documenti, verbali, intercettazioni e atti giudiziari

25 Settembre 2026 - 09:35

Trenta fotografie per raccontare l’enorme mole di documenti, verbali, intercettazioni e atti giudiziari che accompagnò uno dei passaggi fondamentali della storia della lotta alla mafia. Dal 4 ottobre al 26 novembre le Ex Scuderie del Museo Civico di Castelbuono ospiteranno “MAXIPROCESSO”, installazione itinerante dell’artista Maria Rapicavoli, curata da Laura Barreca e Giovanna Fiume. La mostra arriva sulle Madonie nell’anno del quarantesimo anniversario dell’avvio del Maxiprocesso di Palermo, iniziato il 10 febbraio 1986, dopo essere stata inaugurata lo scorso giugno al Palazzo di Giustizia di Palermo.
L’apertura al pubblico è prevista domenica 4 ottobre alle 11.30. Interverranno il sindaco di Castelbuono Mario Cicero, la presidente del Museo Civico Mariaenza Puccia, la direttrice Laura Barreca, Fiammetta Borsellino, la presidente del Tribunale di Trapani Alessandra Camassa, la storica Giovanna Fiume, la docente di Diritto processuale penale dell’Università di Palermo Paola Maggio, la storica e critica d’arte Gabi Scardi, il regista Pasquale Scimeca e l’artista Maria D. Rapicavoli.

Trenta fotografie tra faldoni, verbali e intercettazioni

Al centro dell’esposizione ci sono trenta fotografie realizzate da Rapicavoli, artista catanese classe 1976. Le immagini restituiscono la dimensione materiale dell’enorme lavoro giudiziario che precedette il processo: faldoni, interrogatori dei collaboratori di giustizia, intercettazioni e documentazione sulle attività di Cosa Nostra raccolti durante l’istruttoria condotta dal pool antimafia coordinato da Giovanni Falcone. L’allestimento è firmato dallo studio di architettura Supervoid. Accanto alle fotografie sarà proiettato anche “Il Maxiprocesso (1986-2026)”, documentario diretto da Pasquale Scimeca e realizzato per il quarantennale, con immagini storiche d’archivio e una ricostruzione dei principali momenti della vicenda giudiziaria.

Il progetto non si limiterà all’esposizione. Il Museo Civico ha previsto un programma di iniziative pubbliche e attività partecipative curate da Maria Rosa Sossai, con il coinvolgimento delle scuole, interviste ai protagonisti e attività divulgative destinate anche ai più giovani. “MAXIPROCESSO” ha inoltre ricevuto, lo scorso 21 settembre, il XXXI Premio Internazionale all’Impegno Sociale 2026 – Memorial Rosario Livatino, Antonino Saetta e Gaetano Costa, con un riconoscimento assegnato a Laura Barreca, Giovanna Fiume e Maria D. Rapicavoli al Tribunale di Caltanissetta.

“In Sicilia – sottolinea la direttrice del Museo Civico Laura Barreca – la memoria del Maxiprocesso continua a essere custodita, riletta e trasmessa alle nuove generazioni, trovando nell’arte contemporanea uno strumento potente di interpretazione, dialogo e diffusione”. Dopo Castelbuono, l’installazione proseguirà il proprio percorso a Roma, Trapani e Milano. L’opera è intanto entrata nella collezione permanente di arte contemporanea del Museo Civico di Castelbuono, con l’intento dichiarato che non venga relegata nei depositi e continui invece a essere esposta e raccontata. Il progetto è accompagnato anche da un volume pubblicato da Lenz che raccoglie 360 fotografie della serie “MAXIPROCESSO”, con contributi dedicati al rapporto tra memoria, giustizia e responsabilità sociale.

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