Minacce sui social al sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova, e all’assessore comunale Maria Concetta Buttà. Frasi pesantissime, con espliciti riferimenti alla violenza, sono apparse online nei confronti delle due amministratrici. Un episodio sul quale la prima cittadina ha deciso di intervenire pubblicamente, annunciando anche di avere denunciato l’autore dei messaggi. “Scannateli tutti come cinghiali, tanto non vi possono fare niente” e ancora “Mandale in ospedale, comincia con Maria Terranova e Maria Concetta Buttà”. Sono alcuni dei messaggi comparsi sui social e indirizzati alle due esponenti dell’amministrazione comunale di Termini Imerese.
La reazione del sindaco: “Questo non è dissenso, è violenza”
A rendere pubblica la vicenda è stata la stessa sindaca, che con un lungo post ha spiegato di avere inizialmente esitato prima di intervenire. “Ho pensato a lungo se scrivere o meno. Ho pensato se fosse giusto dare spazio a parole così ignobili o se fosse meglio lasciarle scivolare via. Ma non si può – scrive Terranova –. Dire che due persone, due donne, vanno ‘scannate come cinghiali e mandate in ospedale’ non è politica. Non è dissenso. Non è libertà di espressione. È violenza”.
La prima cittadina allarga poi la riflessione al clima che spesso circonda chi ricopre incarichi pubblici e istituzionali. “Non abbiamo mai avuto paura di fare il nostro dovere. C’è però una cosa che mi preoccupa e che riguarda tutti. Siamo diventati bersaglio facile. Sembra che, nel momento in cui scegli di assumere una responsabilità pubblica, tu debba accettare tutto: aggressioni, minacce, diffamazioni, odio riversato sui social. Come se il ruolo che ricopri cancellasse la persona che sei”.
“Hai sbagliato persona. Sei stato denunciato”
Terranova rivendica il diritto alla critica, anche dura, ma traccia un confine netto quando il confronto si trasforma in minaccia. “Un sindaco, un assessore, un consigliere comunale non sono bersagli. Sono persone che hanno scelto di mettersi al servizio della propria comunità. Si può contestare una decisione. Si può essere duri nella critica, certo. Ma non ci si può sentire liberi di trasformare il dissenso in odio e l’odio in minaccia”. Poi il messaggio diretto all’autore delle frasi: “A chi pensa di intimidirci voglio dire due cose molto semplici e molto chiare. La prima: hai sbagliato persona. La seconda: sei stato denunciato”. “Continueremo a lavorare per questa città con la stessa determinazione di questi anni, mettendoci, come sempre, la faccia. Non ci fermeremo”, conclude la sindaca.
La solidarietà dei sindacati
Sulla vicenda intervengono anche Cgil, Cisl e Uil, che esprimono solidarietà a Maria Terranova e Maria Concetta Buttà. “Riteniamo che il linguaggio violento vada contrastato fortemente anche e soprattutto sui social, che sono purtroppo spesso strumenti amplificatori del degrado sociale e dell’aggressività immotivata”, affermano Laura Di Martino e Federica Badami, segretarie di Cgil e Cisl Palermo, e Ignazio Baudo della Uil Sicilia. “È grave – proseguono – che si pensi che si possano intimidire gli amministratori locali con questi toni aggressivi e offensivi. Non esistono motivi che possano giustificare toni minacciosi e violenti. Il rispetto deve essere alla base di ogni forma di linguaggio, sui social e non. Va tutelata la democrazia, il lavoro degli amministratori locali e il ruolo di chi rappresenta le istituzioni”.




