Garantire la ripresa dell’attività dell’Ufficio del Giudice di Pace di Polizzi Generosa attraverso l’assegnazione urgente di personale, ricorrendo anche a soluzioni temporanee con risorse già formate. È la richiesta dell’APS Tutela Madonie, contenuta in una lettera aperta indirizzata al Presidente del Tribunale di Termini Imerese e, per conoscenza, al Ministro della Giustizia. L’intervento dell’associazione nasce dalle difficoltà operative rappresentate nel decreto del 16 ottobre scorso del Giudice di Pace, Giuseppe Piazza, a seguito dell’improvvisa scomparsa del cancelliere Gioacchino Lavanco, alla cui memoria Tutela Madonie rivolge un pensiero rispettoso e partecipe.
La ricerca di personale sostitutivo tra i dipendenti dei Comuni appartenenti al circondario dell’Ufficio, sottolinea l’associazione, non offre certezze sui tempi di ripresa. Anche qualora fossero individuate rapidamente persone idonee, occorrerebbe infatti considerare il periodo necessario alla formazione e all’inserimento nelle funzioni.
«Le parti interessate nei procedimenti non possono attendere che un interpello, la ricerca di disponibilità tra i dipendenti comunali e il successivo percorso formativo consentano, in un tempo oggi indefinito, di rimettere in moto l’Ufficio», afferma il presidente di Tutela Madonie, Vincenzo Lapunzina.
«Sono adempimenti organizzativi necessari, – continua – ma i loro tempi non possono ricadere interamente su chi aspetta una decisione».
L’associazione esprime apprezzamento per la chiarezza del provvedimento del dottor Piazza, nel quale coglie l’amarezza per le difficoltà e l’attenzione a evitare alle parti e ai loro difensori spostamenti inutili e ulteriori costi.
«Dietro ogni fascicolo vi sono persone, famiglie, attività economiche, diritti e obblighi ancora da definire. Per chi attende giustizia, il tempo ha anche un peso economico concreto», chiosa Lapunzina.
Il protrarsi dell’incertezza, evidenzia Tutela Madonie, rischia inoltre di indebolire ulteriormente la fiducia dei cittadini nella giustizia.
Da qui la richiesta alle istituzioni competenti di individuare con urgenza, insieme alle amministrazioni coinvolte, personale già formato che possa assicurare nell’immediato la funzionalità della cancelleria, consentire la rifissazione delle udienze e garantire la prosecuzione dei procedimenti, mentre si lavora a una soluzione stabile.
Per Tutela Madonie, la salvaguardia dell’Ufficio riguarda tutte le comunità che vi fanno riferimento; nelle aree rurali, già segnate dalla progressiva riduzione dei servizi, le difficoltà di funzionamento di un presidio giudiziario aggravano gli ostacoli all’accesso alla tutela dei diritti.
«La continuità della giustizia non può dipendere dall’attesa di una disponibilità di personale. Deve essere una priorità delle istituzioni chiamate a garantirla», conclude Lapunzina.




