Rafforzare i servizi, fermare lo spopolamento giovanile, rimettere al centro il lavoro, la casa e la cultura. È questa la proposta per dare nuova forza alle Madonie e ai suoi borghi. Ne hanno discusso gli amministratori madoniti in presenza del ministro per la Protezione Civile e le politiche del mare ed ex presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.
A Bompietro un incontro per dare spazio a programmi e prospettive per il rilancio delle aree interne. Si è parlato anche di turismo, agricoltura e buon cibo. Al centro della proposta c’è il sostegno al tessuto produttivo esistente, attraverso aliquote agevolate e diversificate in relazione alla dimensione delle imprese, dalle micro alle piccole, medie e grandi realtà. Una scelta che premia chi già investe nel territorio e che vuole creare le condizioni per nuova occupazione e nuova imprenditorialità. Frenare la migrazione dei giovani è l’altra grande priorità, da perseguire incentivando il lavoro agile e rendendo i borghi nuovamente attrattivi per chi lavora da remoto e cerca qualità della vita senza rinunciare alle opportunità professionali. L’ARTICOLO CONTINUA DOPO IL VIDEO
Una strada in salita, ma che parte da un principio: “Bisogna fare rete – ha detto il ministro Nello Musumeci – immaginare un nuovo progetto di vita per far star bene chi vive le realtà interne per poi attrarre chi i borghi non li conosce”. Al convegno hanno partecipato anche Toto Cordaro, già assessore regionale per l’ambiente e il territorio e Alessandro Ficile. “Avviare misure urgenti per l’assunzione a tempo indeterminato di risorse umane nei comuni è una scelta necessaria per garantire servizi stabili, continui ed efficienti ai cittadini delle aree interne”, ha ribadito l’amministratore unico di Sosvima.
A chiudere il disegno, associazioni fondiarie e welfare territoriale. Un piano che mette insieme economia e cultura con un’unica direzione: “Rendere le Madonie un territorio dove è possibile restare, tornare e costruire il futuro – ha dichiarato il primo cittadino di Bompietro, Pier Calogero D’Anna – riteniamo che le aree interne non debbano essere considerate territori marginali, ma luoghi centrali per una strategia di sviluppo equilibrato e sostenibile. Tutto questo richiede una collaborazione concreta tra comuni, regioni e governo nazionale”.




