Ospedale di Petralia, l’ottimismo dei sindaci e la rabbia del Comitato Pro Ospedale

Redazione

Cronaca

Ospedale di Petralia, l’ottimismo dei sindaci e la rabbia del Comitato Pro Ospedale

Ospedale di Petralia, l’ottimismo dei sindaci e la rabbia del Comitato Pro Ospedale
09 Aprile 2017 - 10:55

Dopo la notizia data in anteprima dalla nostra testata giornalistica sul ridimensionamento dell’Ospedale di Petralia, derivante dall’approvazione della nuova rete ospedaliera Siciliana, attorno al nosocomio madonita si è riacceso il dibattito che ha svelato in maniera plastica le divisioni che attraversano il territorio. I sindaci di Castellana Sicula e Polizzi Generosa hanno convocato per la giornata di ieri un incontro pubblico nei locali dell’Ospedale Madonna dell’Alto. Invitati tutti i sindaci delle Madonie che, ad eccezione di Santo Inguaggiato, hanno disertato l’incontro: era convocato dai “sindaci sbagliati”. Una scelta discutibile che, a fare 2+2, antepone le spaccature politiche alle istanze del territorio.

I disertori si sono giustificati dicendo che avrebbero partecipato ad un più importante incontro con il sottosegretario alla Salute Davide Faraone. Così è stato, a Caltanissetta, nel corso dell’evento politico “Cambiamenti” i sindaci di Petralia Sottana, Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana, Blufi, Alimena e Resuttano, tutti di area PD, hanno incontrato il deputato palermitano. Al termine dell’incontro i 7 sindaci hanno scritto il seguente documento:

L’Assessore e il Sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, hanno confermato che il Presidio di Petralia, classificato come Ospedale in Zona Disagiata, manterrà i reparti e i servizi attualmente presenti, con la stessa capacità operativa avuta fino ad oggi: Pronto Soccorso, Chirurgia Generale, Unità di Medicina Generale, 24 posti di Riabilitazione e 16 di Lungodegenza. Inoltre, nella fase attuativa, sarà istituito, come più volte invocato dai Sindaci, il Servizio di Ortopedia. Su precisa richiesta di chiarimenti in merito alla Chirurgia Generale e all’assenza nei documenti dell’attuale Unità Operativa Semplice di Ostetricia e Ginecologia, l’Assessore ha confermato l’attuale assetto e per la Chirurgia una maggiore autonomia in quanto afferirà al Dipartimento Provinciale. Per i Sindaci resta aperta la questione Punto Nascita, irrinunciabile per garantire la sicurezza della mamma e del bambino, considerati i rischi di trasferimento in altri presidi sia per la distanza sia per la precarietà delle strade sia per l’assoluta imprevedibilità dei tempi di percorrenza in inverno e soprattutto con la neve. L’Assessore ha infine preso l’impegno di incontrare le nostre comunità nelle prossime settimane.

Una nota che si contraddistingue per i toni amichevoli e densi di fiducia, per altro comprensibili fra colleghi di partito. Minor fiducia ripone nel futuro il Comitato Pro Ospedale che a stretto giro di posta ha fatto pervenire alla nostra redazione una nota in risposta al documento firmato dai sindaci

Abbiamo letto con attenzione il comunicato dei sette sindaci delle madonie. Il testo cerca di fare il punto sull’incontro avuto il giorno prima con l’Assessore Baldo Gucciardi e il sottosegretario Davide Faraone. Nel testo viene affermato che sarebbe:”confermato che il Presidio di Petralia, classificato come Ospedale in Zona Disagiata, manterrà i reparti e i servizi attualmente presenti, con la stessa capacità operativa avuta fino ad oggi: Pronto Soccorso, Chirurgia Generale, Unità di Medicina Generale, 24 posti di Riabilitazione e 16 di Lungodegenza. Inoltre, nella fase attuativa, sarà istituito, come più volte invocato dai Sindaci, il Servizio di Ortopedia.” Appena un passaggio dopo, però, si legge che:”Su precisa richiesta di chiarimenti in merito alla Chirurgia Generale e all’assenza nei documenti dell’attuale Unità Operativa Semplice di Ostetricia e Ginecologia, l’Assessore ha confermato l’attuale assetto e per la Chirurgia una maggiore autonomia in quanto afferirà al Dipartimento Provinciale”. Cosa vuol dire questo?

Che le rassicurazioni sono arrivate solo a parole e non tramite un documento ufficiale. Non mettiamo in dubbio la buona fede di chi sta combattendo la battaglia ma non si può sottacere che le carte raccontano una storia diversa. Una storia in cui la medicina scenda a 12 posti in degenza ordinaria e 2 in day hospital; la chirurgia generale mantiene solo 6 posti in day surgery (con ricoveri di massimo 24 ore); in cui sparisce la ginecologia e ostetricia (mettendo fine, nonostante le dichiarazioni arrivate dai vertici regionali, alle residue speranze di riavere il punto nascite). Nessun cenno alla funzione di ortopedia (che dovrebbe arrivare solo in fase attuativa, come detto) che, in ogni caso, non inciderebbe sui reali bisogni della popolazione come i tanti interventi per rottura di femore che, tanti nostri anziani, devono affrontare lontano dalle loro case. Inoltre parrebbe sparire anche il laboratorio analisi. In “compenso” arriverebbero i 24 posti di Riabilitazione e 16 di Lungodegenza. Non mettiamo in dubbio che l’assessore abbia dichiarato quanto ha detto ai sindaci ma non possiamo basarci sulle parole: dobbiamo avere precise e ufficiali rassicurazioni. Ne va della salute dei cittadini madoniti. Chiediamo ai sindaci di chiedere in maniera compatta un incontro urgente e mettere in atto tutte le azioni utiili affinchè questo piano venga bloccato prima di diventare legge. Il quadro ci sembra preoccupante al contrario di come viene dipinto.

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