Lavorare nei siti Unesco, ma a pagamento: il bando che scatena le polemiche

Redazione

Cronaca

Lavorare nei siti Unesco, ma a pagamento: il bando che scatena le polemiche

Lavorare nei siti Unesco, ma a pagamento: il bando che scatena le polemiche
05 Maggio 2017 - 20:14

Dovrebbero accogliere i turisti presso i visitor center di Palermoe Cefalù, tradurre i materiali promozionali, creare una breve guida e realizzare anche un video. E’ il bando presentato dalla Fondazione Unesco Sicilia, che mette sul tavolo 12 giorni fra metà luglio e inizio agosto, di impegno nell’itinerario arabo-normanno. Tutto normale se non fosse che gli under 30 che la fondazione Unesco Sicilia cerca in tutto il mondo, però, non riceveranno denaro, per lavorare, ma anzi dovranno pagare. Il bando, prevede infatti una quota di partecipazione di 500 euro. E di fatto la pubblicazione del bando ha scatenato non poche polemiche sui social.

Per il direttore della fondazione, Aurelio Angelini, non si tratta di vero lavoro: “Il progetto – ha dichiarato Angelini a Repubblica – prevede un’attività teorico-pratica. La quota di partecipazione permette di garantire ai ragazzi vitto e alloggio per tutto il periodo”. Ma la stessa fondazione definisce “lavorativi” i giorni durante i quali i ragazzi dovranno occuparsi dei turisti. “I ragazzi – ha aggiunto il direttore della fondazione Unesco Sicilia – verranno per apprendere da noi. Saranno attività di laboratorio, di elaborazione e formazione. Se dovessimo fare una guida in cinese ci rivolgeremmo a uno specialista madrelingua ed esperto di storia dell’arte. In realtà – ha concluso Angelini – i 500 euro sono al di sotto dei costi che noi sosterremo. Puntiamo a riprendere le spese di un’attività onerosa”.

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