Mafia delle Madonie, via al processo: in 20 scelgono il rito ordinario

Redazione

Cronaca

Mafia delle Madonie, via al processo: in 20 scelgono il rito ordinario

Mafia delle Madonie, via al processo: in 20 scelgono il rito ordinario
15 Maggio 2017 - 20:14

Venti imputati hanno chiesto il rito ordinario, mentre 52 vogliono essere giudicati in abbreviato. Oggi nell’udienza preliminare nell’aula bunker del carcere Pagliarelli contro la mafia delle Madonie i difensori degli imputati hanno presentato le richieste sul tipo di rito scelto dai loro assistiti. Entro venerdì il gup Fabrizio Anfuso deciderà sull’ammissione al rito alternativo e sui rinvii a giudizio per gli indagati che hanno optato per il rito ordinario. Lo ha fatto sapere il quotidiano La Repubblica. Complessivamente si tratta di 72 fra capi e gregari da mandare a giudizio per associazione mafiosa, tutti provenienti da Trabia a San Mauro Castelverde, passando per Caccamo, Polizzi Generosa e altri paesi delle Madonie. L’indagine denominata “Black cat” ha assestato un colpo pesantissimo alle famiglie mafiose alla fine di maggio dell’anno scorso. A coordinare l’indagine ci sono i pm Ennio Petrigni, Siro De Flammineis, Sergio Demontis e Bruno Brucoli.

Hanno scelto il rito ordinario Salvatore Ciancilla, Mercurio Bisesi, Loreto Di Chiara, Luigi Giovanni Barone, Rosario Lanza, Riccardo Giuffrè, Giuseppe Albanese, Benedetto Mazzeo, Nicola Teresi, Francesco Satta, Sebastiano Sudano, Antonio Marino, Francesco Lo Medico, Peppino Barreca, Gioacchino Martorana, Giacomo Di Dio, Antonio Giuseppe Termini, Ignazio Arena, Salvatore La Barbera e Antonino Teresi. Per loro il gup deciderà sul rinvio a giudizio. Per gli altri 52 verrà fissata la data del processo in abbreviato.

Nel processo alle famiglie mafiose delle Madonie 23 comuni si sono costituiti parte civile nella precedente udienza. Parte civile al processo anche il Centro Pio La Torre. Proprio il legale del Centro, Ettore Barcellona, curerà gli interessi dei comuni, danneggiati a livello economico e di immagine da una riorganizzazione mafiosa per il controllo del comprensorio Termini – Cefalù – Madonie. I comuni costituiti parte civile sono Alimena, Aliminusa, Caccamo, Casteldaccia, Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Castellana Sicula, Cefalù, Cerda, Collesano, Gangi, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Lascari, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Scillato, Sclafani Bagni, Termini Imerese, Trabia.

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