Cefalù e il servizio idrico, Lapunzina contro l’Ati: “Il teatro dell’assurdo”

Redazione

Cronaca

Cefalù e il servizio idrico, Lapunzina contro l’Ati: “Il teatro dell’assurdo”

Cefalù e il servizio idrico, Lapunzina contro l’Ati: “Il teatro dell’assurdo”
31 Agosto 2017 - 09:48

L’Assemblea Territoriale Idrica, guidata dal vice presidente Patrizio Cinque, sindaco di Bagheria, e su proposta dello stesso, ha confermato alla unanimità Leoluca Orlando come Presidente, già presidente e recentemente rieletto sindaco di Palermo e sindaco della Città Metropolitana di Palermo. Sono stati eletti componenti del direttivo: il sindaco di Piana degli Albanesi Rosario Petta, il sindaco di Caltavuturo Domenico Giannopolo, il sindaco di Ventimiglia di Sicilia Antonio Rini, il sindaco di Misilmeri Rosalia Stadarelli, il sindaco di Prizzi Luigi Vallone e il sindaco di Carini Giuseppe Monteleone.

Con riferimento alla richiesta del Comune di Cefalù di procedere ad adottare una determinazione dell’Ati in ordine ad aspetti gestionali del servizio idrico nella città di Cefalù, l’Ati all’unanimità, con il solo voto contrario e messo a verbale, del sindaco di Cefalù, ha deliberato che allo stato attuale non può assumere alcuna determinazione in materia di gestioni transitorie, poiché non ha alcuna competenza in tal senso.

“L’Assemblea Territoriale Idrica – dichiarano il Presidente Orlando e il vice presidente Cinque – prende atto che la gestione del servizio idrico è effettuato dal Comune di Cefalù, titolare delle reti, così come si verifica in tanti comuni della Sicilia e nella maggioranza dei Comuni della ex provincia di Palermo. Ma è evidente che sino alla definizione del periodo transitorio, il comune di Cefalù, proprietario delle reti e gestore del servizio, dovrà farsi carico degli oneri conseguenti, che peraltro risultano fortemente maggiorati per l’esistenza di un contratto di potabilizzazione particolarmente oneroso che non sembra sia stato rescisso”.

“Siamo di fronte al teatro dell’assurdo, giacché l’Organismo composto dai Sindaci della provincia di Palermo, che, per determinazione della Regione Siciliana, costituiscono l’Ambito Territoriale Ottimale per la gestione unica del Servizio Idrico Integrato, da una parte elegge i propri vertici e dall’altra sancisce la propria inutilità”, dice il sindaco di Cefaù Rosario Lapunzina. L’Ati aveva tra i compiti la redazione del Piano d’Ambito e l’affidamento del Servizio ad un Gestore Unico e che il termine ultimo per detto adempimento era fissato al 13 settembre 2015, pena il commissariamento.

“La perdurante inerzia da parte di una Assemblea che, in strenua difesa dello status quo, intende ritagliarsi il ruolo di inutile sovrastruttura – continua Lapunzina – ha già indotto il Comune di Cefalù a chiedere l’immediato intervento del Presidente della Regione e dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas ed i Servizi Idrici. Ciò, al fine di rendere effettiva l’applicazione della legge, i cui principi inderogabili sono stati autorevolmente ribaditi dalla Corte Costituzionale, non essendo più ammissibile un atteggiamento dilatorio che genera disservizi e riversa maggiori costi sul Comune di Cefalù, che procederà, a tutela dei propri Cittadini, in danno di Ati”.

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