Mafia, processo “Black Cat”, depositate le intercettazioni che parlano dei sindaci madoniti

Redazione

Cronaca

Mafia, processo “Black Cat”, depositate le intercettazioni che parlano dei sindaci madoniti

11 Dicembre 2017 - 14:50

Ci sarebbero contatti tra gli esponenti mafiosi del mandamento di San Mauro Castelverde ed esponenti politici. Lo dicono le intercettazioni depositate al processo “Black Cat”, in corso a Palermo. La sentenza è prevista per il prossimo 20 dicembre. In carcere ci sono 55 persone. Tra gli atti del processo, c’è un capitolo – si legge nel Giornale di Sicilia di oggi – che i pm intitolano “I contatti con i politici locali”, in cui i mafiosi parlerebbero dei sindaci madoniti, dell’ex sindaco di Castelbuono Antonio Tumminello, l’ex sindaco di Castellana Sicula Pino Di Martino e l’attuale sindaco di Polizzi Generosa Pino Lo Verde. I sindaci precisiamo che non sono mai stati intercettati nè indagati, e respingono i rapporti di cui si vantano i mafiosi.

Quando vennero resi noti i risultati alle amministrative del 2012, Antonio Scola e Gandolfo Interbartolo, secondo gli inquirenti a capo delle famiglie mafiose di Castelbuono e Cerda, parlarono del neo sindaco di Castelbuono Antonio Tumminello: “Con Tumminello siamo stati amici – disse Interbartolo a Scola – l’altra volta l’ho votato per fare il revisore dei conti al comune di Cerda”. Tumminello che oggi è all’opposizione smentisce categoricamente presunti condizionamenti: “Ho fatto il revisore dei conti a Cerda – dichiara – e sicuramente questo Interbartolo mi conosceva, dell’altro invece non ho la più pallida idea di chi possa essere. Non ho mai ricevuto pressioni e nessun tipo di avvicinamento”.

Il 27 novembre 2012 Tony Maranto, presunto capo della famiglia di Polizzi Generosa, dice a Scola che avrebbe consigliato al sindaco di Castellana Sicula Pino Di Martino di stare attento a Francesco Spitale, perchè la figlia è socia di un’associazione con la quale il comune aveva avuto un contenzioso per la gestione di una struttura: “Gli ho detto Pino apriti gli occhi che tu sei un sindaco, ti devi fare rispettare” – dice Martino nell’intercettazione. Di Martino nega qualsiasi rapporto con Maranto, “Non l’ho mai salutato – afferma – e poi non abbiamo ricevuto finanziamenti per strade. Una volta è venuto da me per dirmi di non fidarmi di Spitale, gli risposi che non ho bisogno di consulenze”.

Il 10 gennaio 2013 invece, secondo una relazione di servizio dei carabinieri, l’attuale sindaco di Polizzi Generosa Pino Lo Verde avrebbe incontrato Tony Maranto in piazza Padre Abate a Castellana Sicula. Maranto – precisano i militari – disse a Scola che Lo Verde gli avrebbe chiesto di raccogliere voti alle amministrative. “Mi dovete aiutare” – avrebbe detto Lo Verde. Secondo gli inquirenti il primo cittadino nella conversazione avrebbe fatto riferimento al padre di Tony, lo storico capomafia Vincenzo Maranto. L’avvocato Totò Cordaro, che assiste Lo Verde in un altro procedimento, nega che il suo assistito abbia chiesto voti alla mafia. “Se esistono il raziocinio e la logica, oltre che il buon senso comune, lo scludo categoricamente” ha dichiarato il legale.

Nelle intercettazioni depositate, emerge che l’unico sindaco inavvicinabile secondo i boss, sarebbe Rosario Lapunzina, primo cittadino di Cefalù: “Ci voleva che salivano pure i comunisti” – disse Scola a Interbartolo, che rispose: “Lapunzina… Saro… Saruzzu… mi… pericoloso è”.

Fonte Giornale di Sicilia

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