Il braccio di ferro Roma-Bruxelles: le possibili conseguenze sull’Euro

Redazione

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Il braccio di ferro Roma-Bruxelles: le possibili conseguenze sull’Euro

Il braccio di ferro Roma-Bruxelles: le possibili conseguenze sull’Euro
25 Novembre 2018 - 09:30

Il cambio valutario EUR/USD ha assunto un costante declino dopo il rilascio dell’aggiornamento da parte del FOMC, il comitato di politica monetaria della Fed, considerato che la coppia deve affrontare pressioni ribassiste da entrambe le parti. Mentre la Fed ha infatti fornito una guida hawkish forward, nonostante non vi siano stati cambiamenti nei tassi secondo le aspettative del mercato, è anche vero che l’escalation delle tensioni politiche in Europa sta pesando notevolmente sull’euro.

I conflitti politici su più fronti, come i procedimenti in area Brexit, e lo stallo tra Bruxelles e Roma circa la manovra di budget italiano, sono destinati ad aggravarsi nelle prossime settimane. In particolare, mentre l’accordo Brexit è un lento progresso che potrebbe giungere a formalizzazione nei prossimi mesi, l’escalation delle tensioni tra UE e Italia sta costantemente spingendo lo spread tra i titoli italiani a 10 anni e gli equivalenti tedeschi verso i 300 bps. In aggiunta a ciò, i due principali partner della coalizione (Lega e M5S) continuano a dibattere su misure che potrebbero pesare notevolmente sull’euro.

Come ben stanno notando gli investitori nelle opzioni fx IqOption, tali questioni stanno limitando l’avanzamento dell’euro, mentre il recente radicamento della politica statunitense sta eliminando uno strato di incertezza che circonda il panorama politico a stelle e strisce, dando una sorta di via libera agli investitori più affezionati agli asset denominati in biglietto verde.
La coppia EUR/USD è così cresciuta modestamente dopo la pubblicazione degli ultimi comunicati del FOMC, toccando quota 1.1409, per poi indebolirsi rapidamente, scendendo sotto i minimi precedenti.

Ricordiamo che la banca centrale statunitense ha lasciato invariato il tasso Fed Funds a 2,00 – 2,25% e ha diramato una dichiarazione che non conteneva praticamente nessun cambiamento rispetto alla riunione di settembre, che aveva dato al dollaro un solido sostegno rialzista. Sul fronte UE, i rendimenti delle obbligazioni italiane sono aumentati in misura significativa dopo che il Ministro delle Finanze ha dichiarato che le previsioni della Commissione Europea per il nostro Paese erano “inadeguate e parziali”. Tria ha poi aggiunto che l’UE ha ignorato “i chiarimenti forniti dall’Italia”, affermando che Bruxelles ritiene che il deficit di bilancio dell’Italia si avvicinerà pericolosamente al limite del 3%.

D’altra parte, la direzione in cui si muovono le banche centrali di entrambe le sponde dell’Atlantico sta manifestando alte probabilità che la divergenza in campo di politica monetaria tra le due aree potrà continuare ad allargarsi in futuro. Di conseguenza, il differenziale tra il rendimento del Tesoro a 2 anni degli Stati Uniti e la sua controparte tedesca potrebbe continuare a salire verso nuove vette, dopo aver toccato recentemente un nuovo massimo pluri-decennale di 358 punti base (bps).

Anche le principali osservazioni in materia di analisi tecnica sembrano confermare gli stessi presupposti, aprendo pertanto interessanti margini per il trade in questo cross valutario nelle prossime settimane. Tutto però potrebbe accadere, sia in questa che dall’altra parte dell’Atlantico: meglio pertanto prepararsi a un po’ di volatilità aggiuntiva, e assumere le opportune coperture.

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